Mazzette per patenti nautiche: cinque misure cautelari nell’inchiesta sulla Motorizzazione di Palermo
La Procura di Palermo accusa un presunto sistema corruttivo: telecamere e intercettazioni inchiodano esaminatori e agenzie.
Cinque misure cautelari sono state disposte nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Palermo sulla Motorizzazione locale, che ipotizza un sistema di corruzione per il rilascio di patenti nautiche. L'azione giudiziaria segue intercettazioni ambientali e riprese video che avrebbero documentato scambi di denaro e pratiche irregolari; complessivamente gli indagati sono 46, fra dipendenti pubblici, titolari di agenzie e cittadini che avrebbero pagato per agevolazioni.
Le immagini raccolte dalla polizia stradale, secondo quanto emerso, mostrano l'ex funzionario della Motorizzazione Marcello De Caro mentre conta in bagno banconote per 7.000 euro, e poco dopo un collega con una busta contenente altro denaro. I filmati costituiscono parte delle prove su cui il gip ha motivato il provvedimento, parlando di "un esteso sistema di corruzione per l'evasione di pratiche irregolari" legate anche all'uso di patenti militari per la guida di veicoli civili.
Dettagli dell'indagine
L'inchiesta avrebbe documentato l'esistenza di un vero e proprio preziario: secondo gli atti, una patente nautica veniva ottenuta mediamente dietro il pagamento di circa 1.000 euro. Ai candidati, sempre secondo le accuse, sarebbe bastato pagare per conoscere in anticipo le domande d'esame; in alcuni casi la presenza al quiz sarebbe stata attestata falsamente anche quando gli aspiranti non si erano presentati. Le indagini si sono avvalse sia di intercettazioni che dell'installazione di telecamere nella struttura della Motorizzazione.
Provvedimenti e indagati
Il gip Filippo Serio, su richiesta della Procura guidata da Maurizio de Lucia, ha emesso i provvedimenti dopo gli interrogatori preventivi degli indagati. A Salvatore Troncale (funzionario) e Mariano Rubino (impiegato) è stata applicata la sospensione per un anno dal pubblico impiego e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A Felice Cardinale (funzionario in pensione) e ai suoi figli Giuseppe e Michele Cardinale, titolari di due agenzie di pratiche auto, sono stati notificati il divieto di esercitare l'impresa per 12 mesi e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Per Marcello De Caro, pur essendo ripreso mentre conteggiava denaro, non è stata disposta alcuna misura cautelare. Tra gli indagati figurano anche alcuni clienti delle agenzie coinvolte e persone note, tra cui l'ex portiere del Palermo Mirko Piagliacelli: secondo i magistrati il verbale del suo esame sarebbe stato falsificato, dal momento che il calciatore risulterebbe essere stato in ritiro con la squadra il giorno del quiz.
L'inchiesta rimane aperta e gli atti della Procura saranno ora al vaglio per eventuali richieste di rinvio a giudizio. Le misure cautelari e le prove acquisite — intercettazioni, riprese video e documentazione amministrativa — saranno decisive per la definizione della posizione degli indagati e per eventuali ripercussioni sul personale della Motorizzazione e sulle pratiche amministrative coinvolte.