Palermo, Borgetto. Riesame annulla misure: tre indagati per rapina e tentato stupro tornano liberi
Il tribunale del Riesame revoca l'ordinanza: tre giovani scarcerati, resta ai domiciliari un solo indagato; le versioni dei fatti si scontrano.
Il tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare che il 19 febbraio aveva portato quattro giovani ai domiciliari nell'ambito di un'inchiesta per una presunta rapina e un tentativo di abuso avvenuti a Borgetto. Con distinti provvedimenti sono tornati liberi tre dei quattro indagati, mentre un quarto resta ai domiciliari.
I tre scarcerati sono Dennis Randazzo (20 anni), Samuel Plescia (21 anni) e Rossana Vitale (20 anni); i primi due sono difesi dagli avvocati Massimiliano Russo e Giacinto Arcuri. Resta invece ai domiciliari Alessio Gioacchino Tafarella (19 anni), il quale non ha presentato ricorso al Riesame. Le motivazioni della decisione non sono ancora rese note.
Versioni a confronto
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la sera del 30 novembre i quattro avrebbero speronato l'auto su cui viaggiava una coppia di fidanzati, costringendola ad accostare. Dopo una colluttazione e minacce con un coltello, gli indagati avrebbero sottratto 200 euro e, per Tafarella, è contestato anche il tentativo di abuso della giovane: sulla base di questa ipotesi sono stati disposti gli arresti a febbraio.
La difesa, tuttavia, presenta una ricostruzione sostanzialmente diversa e sostiene che l'incontro tra i gruppi è nato da una lite verbale. Secondo questa versione i quattro avrebbero soltanto lampeggiato la coppia, il conducente dell'auto con la fidanzata sarebbe sceso insultando i giovani, quindi sarebbe risalito e avrebbe effettuato una retromarcia quasi urtando il veicolo del gruppo. Da qui, sempre secondo la difesa, sarebbe nato un inseguimento volto a chiarire gli insulti e non una rapina.
A sostegno della tesi difensiva sono state presentate intercettazioni e documenti: una telefonata registrata dalla ragazza alla centrale dei carabinieri sarebbe utile a ricostruire il linguaggio usato dal giovane all'interno dell'auto; inoltre il proprietario dell'auto incidentata avrebbe in seguito contattato il padre del presunto tamponatore per chiedere il pagamento dei danni, e sarebbe stata prodotta anche una richiesta di risarcimento all'assicurazione.
La vicenda giudiziaria presenta punti contrastanti: gli indagati negano di aver sottratto i 200 euro e negano l'abuso contestato, mentre la presunta vittima mantiene la versione di rapina e contatto non consensuale. Il Riesame, valutando gli elementi a suo tempo acquisiti, ha ritenuto però di annullare l'ordinanza per tre degli indagati, pur senza rendere note le motivazioni che hanno convinto i giudici.
Al momento il procedimento è ancora in corso e la posizione degli indagati resta quella di persone contestate da ipotesi di reato: non c'è stata una sentenza di condanna. Le autorità procedono con gli accertamenti e la Procura valuterà i prossimi passi investigativi in luce della decisione del Riesame e della documentazione emersa.