Palermo, mazzette per le invalidità: sequestrati 1,2 mln e arresti

Oltre 1,2 milioni in contanti sequestrati; un intermediario agli arresti domiciliari avrebbe ammesso le accuse. Indagine potrebbe allargarsi.

10 marzo 2026 08:48
Palermo, mazzette per le invalidità: sequestrati 1,2 mln e arresti -
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Palermo. Un presunto giro di mazzette collegato alle pratiche per il riconoscimento dell'invalidità civile e alla fornitura di presidi ortopedici è al centro di un'inchiesta della Squadra mobile di Palermo. Gli investigatori hanno disposto arresti e il sequestro di oltre 1.200.000 euro in contanti, trovati in mazzette nascoste tra abitazione, altro domicilio e l'auto utilizzata dall'indagato.

Dettagli dell'inchiesta

Le indagini hanno portato al fermo — con successiva applicazione di misure cautelari — di persone ritenute coinvolte nella presunta compravendita di riconoscimenti di invalidità e nella gestione di forniture per ausili ortopedici. Al centro dell'attenzione c'è Giuseppe Nicoletti, 65 anni, indicato come il tramite tra i pazienti e alcuni medici. Durante una perquisizione sono stati sequestrati più di un milione e duecentomila euro in contanti, suddivisi in mazzette e nascosti in diversi luoghi a lui riconducibili.

Gli investigatori continuano ad analizzare il materiale raccolto e non escludono nuovi sviluppi o ulteriori iscrizioni nel registro degli indagati. L'inchiesta appare inoltre connessa, per incroci investigativi, a un altro procedimento sulla corruzione all'Asp 6, nel quale è previsto un patteggiamento proprio per la giornata odierna.

Aspetti procedurali e stato degli indagati

Nicoletti è stato posto agli arresti domiciliari: la Procura aveva richiesto la custodia cautelare in carcere, ma il Gip Ivana Vassallo ha disposto una misura meno grave, tenendo conto delle ammissioni rese dall'indagato durante l'interrogatorio preventivo. Le ammissioni hanno influito sulla valutazione del giudice in merito al rischio di fuga e all'inquinamento probatorio.

Gli atti dell'inchiesta, riferisce la Squadra mobile, sono oggetto di ulteriori verifiche per ricostruire l'entità del fenomeno, i ruoli delle persone coinvolte e i legami con forniture e pratiche amministrative negli enti sanitari. Al momento gli accertamenti mirano a chiarire sia le modalità di corruzione presunta sia l'eventuale rete di complicità tra intermediari, pazienti e professionisti sanitari.

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