Vorrei una voce: il monologo di Tindaro Granata tra sogni e riscatto

Scopri Vorrei una voce, il toccante monologo di Tindaro Granata che esplora sogni e libertà attraverso le canzoni di Mina. 🎤✨ Non mancare!

A cura di Redazione Redazione
10 marzo 2026 09:14
Vorrei una voce: il monologo di Tindaro Granata tra sogni e riscatto -
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Vorrei una voce
Vorrei una voce

“Vorrei una voce”: un viaggio di riscatto attraverso la musica di Mina

Si avvicina il gran finale della Winter Edition di Scena Nostra, la rassegna che ha animato lo Spazio Franco di Palermo. Domenica 15 marzo, alle ore 19.30, andrà in scena “Vorrei una voce”, un monologo scritto e interpretato da Tindaro Granata, che promette di toccare le corde più profonde dell’anima umana.

Questo spettacolo si distingue per la sua profondità emotiva e la sua innovativa forma di espressione. Ispirato dal progetto “Il Teatro per Sognare”, realizzato all’interno della Casa Circondariale di Messina, “Vorrei una voce” esplora il tema del sogno e della libera espressione, elementi che risuonano fortemente nei cuori di chi vive in situazioni di limitazione.

Granata ha lavorato a stretto contatto con le detenute di alta sicurezza, utilizzando le canzoni di Mina cantate in playback come strumento di liberazione. L’idea centrale è quella di riappropriarsi di un femminile diverso, di recuperare un’identità spesso offuscata dalla vita carceraria: “Ogni canzone rappresenta un pezzo della loro storia”, afferma Granata. Attraverso questo percorso, l’artista racconta le esperienze di chi cerca di trovare un riscatto da potenziali fallimenti e angosce.

“Vorrei una voce è dedicato a coloro che hanno perso la capacità di sognare”, sottolinea Granata. Lo spettacolo, pertanto, diventa una celebrazione di libertà e identità, un viaggio emozionale dove ogni passo evidenzia la bellezza e la forza di ricominciare. Il monologo non è solo l’espressione di Granata, ma una sintesi delle storie e delle emozioni delle ragazze che ha incontrato, un omaggio a chi, nonostante le difficoltà, mantiene accesa la fiammella della speranza.

Con il supporto del disegno luci di Luigi Biondi e i costumi di Aurora Damanti, Granata si presenta sul palco da solo, ma il suo intervento è accompagnato dalle storie silenziose delle detenute; ogni gesto, ogni playback, si trasforma in un atto liberatorio di danza tra ricordi e nuove possibilità.

In definitiva, “Vorrei una voce” è un’opera intensa e intima che invita il pubblico a riflettere sul valore della libertà, dell’identità e del desiderio di riscatto. Un incontro tra perdita e riconquista del sogno, che promette di rimanere impresso nella memoria di chi avrà la fortuna di assistervi.

L’evento rappresenta una parte cruciale della rassegna Scena Nostra e un’occasione per sensibilizzare e stimolare il pubblico su temi di attualità e umanità. Non perdere l’opportunità di immergerti in questo affascinante viaggio.

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