Arrestata a Ballarò donna con ordine di carcerazione per evasione: condanna da scontare al Pagliarelli
Fermata dai Falchi in via Giovanni Naso, la 34enne M. D. G. risultava irreperibile dal 2018 dopo l'evasione dai domiciliari.
Una donna di 34 anni è stata arrestata nei giorni scorsi a Ballarò e accompagnata al carcere Pagliarelli dopo che un controllo di polizia ha fatto emergere un ordine di carcerazione per evasione. L'arresto è avvenuto a seguito di un normale controllo in via Giovanni Naso da parte dei Falchi della squadra mobile.
Dettagli del caso
La persona fermata, identificata con le iniziali M. D. G., è nata in Ungheria e vive a Palermo da oltre vent'anni. Sulla sua testa pende una condanna a un anno per evasione, condanna che, come riportato dagli atti, è diventata irrevocabile quattro anni fa.
I fatti contestati risalgono al 2018: all'epoca la donna era stata sottoposta ai domiciliari dopo una direttissima per un tentato furto, ma il giorno prima dell'udienza risultò irreperibile e non si presentò in tribunale. Nonostante la sua assenza, il procedimento giudiziario è proseguito fino alla condanna definitiva.
Il controllo che ha portato all'arresto è stato quasi casuale. I Falchi hanno fermato la donna per un controllo di routine; dall'identificazione è emerso l'alert relativo all'ordine di carcerazione, e gli agenti l'hanno quindi bloccata e condotta in una cella del Pagliarelli dove sconterà la pena.
Procedimenti giudiziari e assistenza legale
L'avvocato Pellegrino Mulè ha prestato assistenza legale alla donna: inizialmente nominato d'ufficio, è poi divenuto difensore di fiducia. Nel ottobre 2023 l'avvocato presentò un'istanza per l'affidamento in prova, ma non riuscendo più a rintracciare la sua assistita non poté seguirne l'esecuzione pratica.
Il tribunale di Sorveglianza si è espresso sull'istanza all'inizio di aprile di quest'anno, rigettandola in ragione della persistente irreperibilità della donna. L'ultimo domicilio indicato negli atti risultava nella zona di Ballarò, ma gli inquirenti lo considerano un indirizzo fittizio.
Secondo quanto emerso dagli atti, la donna in passato ha sofferto di tossicodipendenza legata al consumo di crack ed è stata seguita dal Sert dell'Asp. Ha inoltre trascorso un periodo nella Missione Speranza e Carità, struttura che presta assistenza a persone con problemi di dipendenza.
Dopo anni vissuti nella condizione di una sorta di irreperibilità, la 34enne è stata quindi ricondotta davanti alla misura detentiva che la riguarda. Al momento non risultano nei comunicati ulteriori sviluppi processuali o nuove contestazioni contestate a suo carico; resterà al Pagliarelli per l'esecuzione della pena disposta dagli organi giudiziari.