Caro carburante, la Sicilia valuta misure per i traghetti: collegamenti al momento ma resta il rischio razionamenti

Riunione a Palazzo d'Orleans: collegamenti confermati nel breve periodo, ma l'impennata dei costi minaccia rotte merci, Stretto e turismo.

A cura di Redazione
14 aprile 2026 14:43
Caro carburante, la Sicilia valuta misure per i traghetti: collegamenti al momento ma resta il rischio razionamenti -
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La Regione Siciliana ha avviato un primo tavolo per contenere gli effetti del caro carburante sui servizi di traghettamento, dopo i segnali di tensione arrivati dal settore marittimo a causa degli sviluppi del conflitto in Medio Oriente. Al momento i collegamenti sono confermati, ma gli amministratori regionali avvertono che la situazione è in rapida evoluzione e non si possono escludere cambiamenti negli orari o nelle corse.

Istituzioni e esperti si sono confrontati ieri a Palazzo d’Orleans in una riunione alla quale hanno partecipato il presidente della Regione, Renato Schifani, l'assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, il presidente Irfis Giulio Guagliano, il capo di gabinetto Salvatore Sammartano e l'esperta di trasporti Simona Vicari. L'incontro è stato definito un primo approccio che dovrà essere approfondito con ulteriori analisi tecniche e finanziarie.

La compagnia privata Caronte & Tourist ha rassicurato che i collegamenti sullo Stretto di Messina e verso le isole minori sono per ora garantiti grazie agli approvvigionamenti di diesel e GNL programmati. Tuttavia l'amministratore Vincenzo Franza ha evidenziato come «non possiamo escludere eventuali razionamenti degli orari e delle corse attualmente in vigore», ipotizzando strumenti per ottimizzare la distribuzione delle risorse e garantire la continuità del servizio.

Fra le tratte più a rischio c'è la Messina–Villa San Giovanni, in particolare per il traghettamento dei mezzi pesanti che operano dal porto di Tremestieri: si tratta di percorrenze più lunghe e più dispendiose rispetto ai traghetti destinati alle autovetture. L'aumento dei costi di esercizio potrebbe tradursi in maggiori oneri per imprese e trasportatori e, di conseguenza, in un impatto sui prezzi al consumo dei prodotti.

Già nei giorni scorsi alcune compagnie attive su tratte lunghe (ad esempio Genova–Palermo o Genova–Olbia) avevano paventato cancellazioni, riduzioni o accorpamenti di corse per evitare traversate antieconomiche. Questo scenario aumenta la preoccupazione per la continuità territoriale via mare e per la tenuta della prossima stagione turistica.

Fra le ipotesi allo studio dalla Regione ci sono interventi per sostenere le spese di traghettamento del trasporto merci sullo Stretto e misure di sostegno per le tratte commerciali marittime che collegano la Sicilia al continente. Nessuna decisione definitiva è stata presa: si tratta di linee di lavoro da valutare con dati sui costi, disponibilità di carburante e possibili strumenti finanziari.

Sulla questione è intervenuto anche il segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, che ha chiesto «un intervento urgente del governo per calmierare il costo del carburante e garantire la continuità territoriale via mare». Barbagallo ha proposto misure straordinarie, citando l'ipotesi di agevolazioni come il credito di imposta per compensare le maggiori spese sostenute dalle compagnie a partire da marzo.

Gli assessori regionali hanno sottolineato la necessità di un coordinamento con il governo nazionale e con gli operatori del settore per definire misure tempestive e mirate. L'allerta rimane alta: se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi, è probabile che i costi energetici rimangano elevati, con riflessi sui servizi di trasporto marittimo e sulla logistica regionale.

Per ora la parola d'ordine tra istituzioni e imprese è monitoraggio: nuove riunioni e analisi sono attese per valutare l'entità dell'impatto economico e gli strumenti più efficaci per tutelare la mobilità, il commercio e il turismo siciliano senza compromettere la continuità dei collegamenti marittimi.

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