Caro-voli, sit-in a Fontanarossa: per molti siciliani tornare a casa è un lusso

Associazioni giovanili e Federconsumatori protestano contro tariffe fino a oltre 400 euro per i voli verso Catania.

A cura di Redazione
02 aprile 2026 14:47
Caro-voli, sit-in a Fontanarossa: per molti siciliani tornare a casa è un lusso -
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Questa mattina all'aeroporto Fontanarossa di Catania un sit-in organizzato da diverse associazioni giovanili, tra cui "Nun si parti", insieme a Federconsumatori Sicilia, ha acceso i riflettori sul problema del caro-voli che penalizza studenti, lavoratori e famiglie fuori sede. L'iniziativa, con lo slogan "Basta caro voli", denuncia come il ritorno a casa per le festività pasquali sia diventato per molti un vero e proprio lusso.

Numeri e rotte

Secondo le rilevazioni diffuse dalle associazioni dei consumatori, le tariffe per le tratte dal Nord Italia verso la Sicilia sono lievitate settimane prima della Pasqua: per viaggi programmati tra il 3 e il 7 aprile i prezzi partono da oltre 300 euro e spesso superano i 400 euro per un andata e ritorno. Su alcune rotte si registrano picchi fino a 418 euro (es. Genova–Catania) e, in casi estremi, tariffe oltre i 500 euro. Da Milano le opzioni più economiche si attestano oltre i 290 euro, mentre su alcune tratte di linea si trovano prezzi superiori ai 470 euro.

Le associazioni sottolineano che questi aumenti sono particolarmente evidenti se confrontati con la bassa stagione, quando è possibile volare verso la Sicilia con poche decine di euro.

Chi paga il prezzo più alto

A pagare il conto sono principalmente studenti, lavoratori e famiglie costretti a rientrare durante le festività per motivi di studio o lavoro. Le organizzazioni denuncianti definiscono la situazione «insostenibile»: la concentrazione della domanda nei periodi festivi e la limitata concorrenza su alcune rotte favoriscono impennate tariffarie che rendono il rientro nell'Isola proibitivo per molti cittadini.

Il fenomeno non è nuovo: durante le festività natalizie erano stati registrati aumenti fino al 900% rispetto ai prezzi base su alcune tratte nazionali, un elemento che, secondo le associazioni, conferma la natura strutturale del problema.

Cause, misure adottate e richieste

Le associazioni attribuiscono i rincari a una dinamica combinata di domanda concentrata in periodi specifici e offerta limitata su alcune rotte. Negli ultimi anni sono state introdotte misure come bonus e sconti per i residenti, ma Federconsumatori e gli altri gruppi le giudicano insufficienti per contrastare gli aumenti sistematici.

Nel sit-in i manifestanti hanno chiesto interventi concreti da parte delle istituzioni: regolamentazioni tariffarie più stringenti, incentivi alla concorrenza sulle rotte interregionali e misure per garantire il diritto alla mobilità. Le richieste includono anche monitoraggi periodici dei prezzi e strumenti di tutela per chi viaggia per necessità.

Rischi per il territorio

Le associazioni avvertono che il caro-voli potrebbe avere ricadute negative sul turismo e sull'economia locale: tariffe troppo elevate nel periodo di maggiore affluenza potrebbero frenare gli arrivi e incidere sui ricavi delle imprese del settore proprio nei momenti di punta.

Il sit-in di oggi è stato presentato come un segnale di allerta rivolto alle istituzioni regionali e nazionali, con la richiesta di risposte tempestive per evitare che il problema si ripeta anche nelle prossime festività. Le associazioni annunciano la volontà di proseguire la mobilitazione se non otterranno impegni chiari e misurabili sulle azioni da intraprendere.

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