Forza d'Agrò, arrestato il sindaco: accuse di false residenze per alterare il voto

Operazione a Messina: misure cautelari per amministratori e vigili per una presunta rete di attestazioni di residenza mendaci in vista delle elezioni.

A cura di Redazione
01 aprile 2026 08:36
Forza d'Agrò, arrestato il sindaco: accuse di false residenze per alterare il voto -
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Terremoto politico a Forza d'Agrò (provincia di Messina): sono stati disposti arresti domiciliari per il sindaco Bruno Miliadò e per altri quattro soggetti ritenuti coinvolti in un sistema di falsificazioni legate alle competizioni elettorali.

Le misure cautelari colpiscono, oltre al primo cittadino, un consigliere comunale, un agente e un ausiliario del traffico della locale Polizia municipale; per un altro consigliere è stato disposto il divieto di dimora nel Comune. I provvedimenti sono stati adottati nell'ambito di indagini per reati riconducibili a un'associazione per delinquere e a falsità in atti pubblici.

Indagini e accuse

Secondo la Procura di Messina, guidata dal procuratore Antonio D'Amato, l'attività investigativa ha coinvolto complessivamente 67 persone e ha consentito di ricostruire, a carico di alcuni amministratori e operatori comunali, l'esistenza di un "gruppo criminale" dedito a una serie indeterminata di falsi in atto pubblico. Le ipotesi di reato contestate includono falsità materiale e falsità ideologica commesse da pubblico ufficiale in atti pubblici.

Le indagini, spiega la Procura, hanno accertato numerose attestazioni di residenza mendaci che avrebbero avuto come scopo quello di inquinare le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale e la carica di sindaco, tenutesi l'8 e il 9 giugno 2024.

Metodo e ruoli contestati

Secondo gli inquirenti, la manovra si sarebbe basata su dichiarazioni di residenza false rese e formalizzate attraverso atti pubblici. Nel quadro accusatorio assumono rilievo le posizioni di chi, in quanto pubblico ufficiale, avrebbe attestato o omesso verifiche sulle residenze, favorendo così l'iscrizione anagrafica di persone ritenute utili per il risultato elettorale.

Tra gli indagati figurano componenti dell'amministrazione comunale e del corpo di Polizia municipale, indicati come soggetti che avrebbero agevolato il meccanismo delle attestazioni irregolari.

Implicazioni e prossime fasi

Le autorità giudiziarie procederanno ora con ulteriori approfondimenti per chiarire l'estensione del presunto sistema e la responsabilità individuale dei coinvolti. Se confermate, le ipotesi accusatorie potrebbero avere effetti rilevanti sulla validità degli atti amministrativi e sulla regolarità delle consultazioni elettorali locali.

La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza e sull'integrità delle procedure anagrafiche e sul loro impatto sul diritto di voto. Gli sviluppi saranno oggetto di nuovi provvedimenti e di eventuali fasi processuali, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza e dell'iter giudiziario in corso.

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