Madonie: in arrivo circa 60 grifoni dalla Spagna per rafforzare la popolazione locale

Tra il 2026 e il 2027 i Gyps fulvus saranno accolti in una voliera a Isnello e progressivamente liberati per tutelare la biodiversità.

A cura di Redazione
15 aprile 2026 14:43
Madonie: in arrivo circa 60 grifoni dalla Spagna per rafforzare la popolazione locale -
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Madonie, Sicilia — Il grifone (Gyps fulvus) tornerà a volare con nuovi esemplari nelle Madonie: tra il 2026 e il 2027 sono previsti il trasferimento e l'acclimatamento di circa 60 individui provenienti dalla Spagna. L'iniziativa, resa possibile da un protocollo d'intesa fra l'Ente Parco delle Madonie, il Comune di Isnello e la Fondazione Internazionale per la Biodiversità del Mediterraneo, ha ottenuto l'autorizzazione della Regione Siciliana.

Dettagli dell'operazione

Secondo il piano annunciato, i volatili saranno inizialmente accolti in una voliera di ambientamento nel comune di Isnello e successivamente liberati progressivamente sul territorio del parco. Non si tratta di una reintroduzione ex novo: un nucleo di grifoni è già presente nelle Madonie dal 2021, e l'intervento mira a potenziare e consolidare questa popolazione.

L'azione si inserisce nell'ambito della gestione del Parco delle Madonie, che rientra nella rete UNESCO Global Geopark, e viene descritta come uno dei progetti di tutela faunistica più ambiziosi della Sicilia. Nel testo diffuso si cita la collaborazione tra Ente Parco, Comune e Fondazione come elemento centrale per l'attuazione dell'intervento.

Ruolo ecologico e motivazioni

Il grifone è un grande rapace necrofago con un'apertura alare che può superare i due metri e mezzo. La specie svolge un ruolo chiave nel mantenimento degli equilibri naturali, nutrendosi di carcasse e contribuendo alla salute ambientale del territorio. La regressione del grifone in molte aree del Mediterraneo ha generato squilibri che progetti di reintroduzione come questo cercano di correggere per la tutela della biodiversità.

Il presidente del Parco delle Madonie, Leonardo Ferrarello, ha commentato l'accordo: «Desidero esprimere un sentito ringraziamento al Comune di Isnello e alla Fondazione per aver condiviso e sostenuto un percorso progettuale di alto valore ambientale e scientifico», sottolineando il valore condiviso dell'iniziativa.

Aspetti aperti e criticità da monitorare

Dal testo diffuso emergono i passaggi principali (trasferimento, ambientamento in voliera, liberazione progressiva), ma non sono stati resi noti nel dettaglio alcuni aspetti operativi e gestionali: modalità di monitoraggio post-liberazione, finanziamenti previsti, gestione sanitaria degli esemplari e misure per la coesistenza con attività agricole e zootecniche locali. Questi punti saranno centrali per valutare l'efficacia a lungo termine e la sostenibilità sociale del progetto.

Per il successo dell'iniziativa saranno determinanti la trasparenza delle informazioni, il coinvolgimento delle comunità locali e il coordinamento con le autorità veterinarie e ambientali, elementi che dovranno emergere con maggiore dettaglio nelle fasi attuative.

Le Madonie si preparano dunque ad ospitare un intervento che non è soltanto una operazione di conservazione specie-specifica, ma un tassello nella strategia più ampia di tutela della biodiversità mediterranea e della qualità degli ecosistemi regionali.

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