Messina, controlli congiunti di Guardia di Finanza e INPS: scoperti 10 lavoratori in nero

Ispezioni nel centro cittadino: tre attività del settore ristorazione sospese e avviato il recupero dei contributi e delle somme indebitamente percepite.

A cura di Redazione
01 aprile 2026 13:42
Messina, controlli congiunti di Guardia di Finanza e INPS: scoperti 10 lavoratori in nero -
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Messina, 1 aprile 2026 — Un'operazione congiunta tra Guardia di Finanza (Comando Provinciale di Messina) e ispettori INPS ha portato alla scoperta di 10 lavoratori in nero all'interno di tre attività commerciali del centro cittadino. Le verifiche, svolte nell'ambito di un piano mirato al contrasto del lavoro sommerso, hanno evidenziato gravi violazioni delle normative sul lavoro.

Le ispezioni, focalizzate sul settore ristorazione, hanno rilevato la presenza di personale non regolarmente assunto e privo di tutele contrattuali. Le autorità hanno appurato che la quota di lavoratori irregolari superava la soglia che determina misure severe a carico dei datori di lavoro, con conseguente adozione di provvedimenti amministrativi.

Tra i dieci lavoratori individuati figurano due percettori di misure di sostegno al reddito: un beneficiario dell'assegno di inclusione, indicato come sostitutivo del Reddito di cittadinanza, e un titolare di NASpI. Entrambi risultavano impiegati in modo irregolare e percepivano indebitamente le prestazioni, secondo quanto emerso dagli accertamenti congiunti.

Sospensioni, sanzioni e recupero delle somme

A seguito delle ispezioni è stato avviato il recupero dei contributi non versati e delle somme indebitamente percepite dai beneficiari delle prestazioni. Nei confronti dei titolari delle attività sono stati adottati provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale, motivati dal superamento della soglia del 10% di lavoratori irregolari rispetto alla forza lavoro regolarmente assunta.

È stata inoltre applicata la cosiddetta "maxi sanzione", con importi variabili da 1.950 euro fino a oltre 46.800 euro, calcolati in base alla durata dell'impiego irregolare e agli elementi accertati durante le verifiche ispettive.

L'azione coordinata conferma l'impegno delle autorità nel contrasto al lavoro sommerso, fenomeno che altera la concorrenza tra imprese e penalizza i lavoratori privi di diritti e tutele. Le misure adottate mirano a ripristinare legalità ed equità nel tessuto economico locale e a scoraggiare pratiche sfruttatrici nel comparto della ristorazione.

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