Palermo: richiesta di rinvio a giudizio per Totò Cuffaro per corruzione e traffico di influenze
Udienza preliminare l'8 maggio: l'ex presidente regionale è indagato per presunti scambi di favori legati a stabilizzazioni e appalti.
La Procura di Palermo ha formalmente chiesto il rinvio a giudizio per Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana, attualmente agli arresti domiciliari, con le accuse di corruzione e traffico di influenze. L'udienza preliminare è stata fissata per il 8 maggio davanti al giudice per l'udienza preliminare Ermelinda Marfia.
Nella richiesta di rinvio a giudizio risultano coinvolti anche altri indagati, tra cui Roberto Colletti, Antonio Iacono e Vito Raso, tutti citati dalla Procura come partecipi del presunto sistema di favoritismi oggetto dell'inchiesta.
Dettagli dell'accusa
Secondo l'impianto accusatorio, Cuffaro sarebbe stato parte di un meccanismo di corruzione collegato alla stabilizzazione di operatori socio-sanitari in un ospedale di Palermo. In particolare, l'accusa sostiene che Cuffaro avrebbe ricevuto in anticipo le prove d'esame e le avrebbe consegnate a una candidata grazie alla collaborazione di altri indagati.
La Procura descrive gli episodi come scambi di favori funzionali a garantire nomine e conferme di incarichi: in cambio dell'intervento, sempre secondo l'accusa, Colletti avrebbe ottenuto la conferma della nomina a direttore generale, mentre Iacono avrebbe ricevuto la promessa di sostegno per un incarico apicale.
Secondo filone: appalti nell'Asp di Siracusa
Parallelamente, Cuffaro è indagato anche per traffico di influenze in relazione a un appalto per servizi di portierato e ausiliariato presso l'Asp di Siracusa. Nel procedimento compaiono inoltre i nomi di Mauro Marchese e Marco Dammone come soggetti coinvolti in questo filone.
Rispetto alla prima fase dell'inchiesta, alcune contestazioni sono state ridimensionate, ma restano comunque in piedi le accuse principali che hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio.
Sarà ora il Gup a decidere se disporre il processo: l'udienza preliminare dell'8 maggio rappresenta la prossima tappa processuale in cui si valuterà la fondatezza delle posizioni prospettate dalla Procura.
La vicenda torna così a interrogare la politica e la sanità siciliana, sollevando questioni sul controllo delle procedure di reclutamento e di aggiudicazione degli appalti. Il procedimento prosegue senza ulteriori determinazioni fino alla decisione del giudice per l'udienza preliminare.