Palermo, scoperta la banda dei finti incidenti: 5 rischiano l'arresto, coinvolto un medico del pronto soccorso

Indagine su oltre 60 indagati per truffe alle assicurazioni: certificazioni sanitarie false e raggiri per ottenere indennizzi.

A cura di Redazione
23 aprile 2026 09:40
Palermo, scoperta la banda dei finti incidenti: 5 rischiano l'arresto, coinvolto un medico del pronto soccorso -
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A Palermo è emersa un'organizzazione sospettata di mettere in scena finti incidenti stradali per truffare le compagnie assicurative: oltre 60 indagati, indennizzi per 110.000 euro nel biennio 2023-24 e cinque persone che rischiano di finire in carcere o agli arresti domiciliari. Tra questi figura un medico in servizio al pronto soccorso dell'ospedale Villa Sofia, il titolare di un'agenzia di pratiche automobilistiche, due suoi parenti e un faccendiere. Gli interessati sono stati convocati per l'interrogatorio preventivo dal giudice per le indagini preliminari.

Indagini e imputazioni

La procura di Palermo, con il Nucleo di polizia economico-finanziaria, contesta ai sospettati reati gravi: associazione per delinquere, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona. L'attività investigativa ha portato a una contestazione ampia, che coinvolge numerosi soggetti e documenti sanitari ritenuti artefatti.

Il procedimento mira a ricostruire una sistematica operazione di falsificazione finalizzata all'emissione di certificazioni sanitarie false. Secondo gli investigatori, le somme ottenute tramite le pratiche truffaldine ammontano a circa 110.000 euro solo nel periodo 2023-2024, cifra che ha fatto scattare verifiche su centinaia di prestazioni e atti medici.

Modus operandi contestato

Il meccanismo denunciato prevedeva l'impiego di false generalità sui documenti d'identità. Persone con traumi o lesioni reali, avvenuti in contesti come il lavoro, la casa o lo sport, si presentavano in ospedale usando i documenti di terze persone, le presunte vittime dei falsi incidenti stradali. Così ottenevano una corsia preferenziale e, dopo pochi minuti, venivano eseguite radiografie e altre prestazioni utili a certificare lesioni compatibili con incidenti stradali.

Gli accertamenti presi in esame dagli investigatori riguardano centinaia di radiografie e referti. Le verifiche puntano a stabilire se i certificati siano stati emessi in violazione delle norme e in concorso con soggetti esterni all'ospedale.

L'indagine segnala anche la presenza di un sistema che coinvolgerebbe operatori privati — come l'agenzia di pratiche automobilistiche gestita da uno degli indagati — e intermediari in grado di orchestrare i passaggi documentali e amministrativi necessari per ottenere gli indennizzi.

Procedura e prossime fasi

I soggetti ritenuti più a rischio di misure cautelari sono stati convocati dal giudice per le indagini preliminari per l'interrogatorio preventivo, fase che potrebbe portare a ordinanze di custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari. Gli atti saranno ora valutati dal Gip alla luce delle richieste della Procura.

Palermo non è nuova a fenomeni analoghi: negli ultimi anni sono emerse ripetute organizzazioni che avrebbero truffato le compagnie assicurative attraverso pratiche mediche e documentali irregolari. Le autorità giudiziarie continuano l'attività investigativa per definire responsabilità e responsabilità penali, con ulteriori verifiche su referti, cartelle cliniche e flussi amministrativi coinvolti.

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