Pescatori bloccano lo Stretto di Messina il 1° maggio: Fas proclama mobilitazione per il caro carburante
La Federazione Armatori Siciliani annuncia blocco dello Stretto (1° maggio, 6-20) e chiede tetto al prezzo del diesel per la pesca.
Mobilitazione straordinaria della pesca professionale: la Federazione Armatori Siciliani (Fas) ha annunciato una giornata di sciopero e il blocco dello Stretto di Messina per il 1° maggio, dalle ore 6 alle 20, dopo il mancato riscontro delle istituzioni nazionali alle richieste del comparto.
Dettagli dell'azione
Secondo il presidente della Fas, Fabio Micalizzi, la decisione è stata assunta in risposta a una situazione economica definita insostenibile: «La decisione nasce da una situazione ormai insostenibile: il costo del carburante, principale voce di spesa per i pescherecci, ha raggiunto livelli incompatibili con la prosecuzione delle attività. Oggi uscire in mare significa lavorare in perdita». Il blocco dello Stretto, spiegano i promotori, durerà per 14 ore nella giornata del 1° maggio e coinvolgerà l'intero comparto della pesca marittima professionale.
Richieste al Governo
La Fas rinnova istanze precise e quantificate al Governo, volte a contenere il prezzo del diesel destinato alla pesca. Le richieste ufficiali sono:
l'introduzione immediata di un tetto massimo al prezzo del diesel per la pesca;
la definizione di un prezzo calmierato strutturale tra 0,40 e 0,50 euro al litro in condizioni ordinarie;
la previsione di un tetto emergenziale tra 0,60 e 0,70 euro al litro in contesti di crisi economica straordinaria.
Rischi per il comparto e motivazioni dell'azione
La Fas avverte che, in assenza di interventi urgenti, il settore è «destinato al collasso», con ripercussioni gravi su occupazione, filiera ittica ed economia locale. Il presidente Micalizzi sottolinea l'impatto diretto del caro carburante sui bilanci dei pescherecci, dove il combustibile rappresenta la principale voce di spesa.
L'associazione definisce il blocco dello Stretto come «un'azione estrema ma necessaria, finalizzata a richiamare l'attenzione del Governo e dell'opinione pubblica su una crisi che non è più rinviabile». La mobilitazione del 1° maggio intende pertanto sollecitare risposte immediate e misure concrete per evitare un deterioramento irreversibile del comparto.