Sequestrata impresa edile a Barcellona: beni per 2 milioni legati a un condannato per estorsione mafiosa

La DIA di Messina, con i Carabinieri e la DDA, ha eseguito il sequestro dell'intero compendio aziendale ritenuto riconducibile a un socio occulto.

A cura di Redazione
16 aprile 2026 08:59
Sequestrata impresa edile a Barcellona: beni per 2 milioni legati a un condannato per estorsione mafiosa -
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La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Messina, con il supporto dei Carabinieri di Barcellona e sotto il coordinamento della Procura Distrettuale – DDA di Messina, ha eseguito un decreto di sequestro nei confronti di un'impresa edile. Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, ha interessato l'intero compendio aziendale per un valore stimato di circa 2 milioni di euro.

L'intervento nasce da una proposta formulata dal procuratore distrettuale, a valle di articolate indagini economico-finanziarie svolte dalla DIA e delle risultanze investigative dell'Arma. Il sequestro riguarda una società operante nel settore della costruzione di edifici che è stata ritenuta indirettamente nella disponibilità di un soggetto già condannato in via definitiva per estorsione aggravata dal metodo mafioso nell'ambito del procedimento penale Gotha 7.

Dettagli dell'operazione

Dalle attività investigative è emerso che il condannato avrebbe assunto il ruolo di socio occulto, detenendo significativi interessi economici nella società. In sinergia con l'amministratore della società, la costituzione dell'impresa — ritenuta di matrice mafiosa dagli investigatori — sarebbe servita a rafforzare la posizione economica dell'organizzazione e a riciclare proventi illeciti.

Sulla base di tali elementi, il Tribunale ha ritenuto che l'azienda costituisca il prodotto di attività illecite, in particolare estorsive, oppure rappresenti un canale di reimpiego dei relativi profitti. Per questo motivo è stato disposto il sequestro preventivo dell'intero patrimonio aziendale.

Il provvedimento ha interessato tutte le componenti aziendali dell'impresa edile: beni strumentali, rapporti contrattuali e patrimonio mobiliare e immobiliare valutati complessivamente intorno ai 2 milioni di euro. L'azione giudiziaria mira a interrompere il circuito economico-finanziario che sostiene l'attività del clan barcellonese.

L'operazione si inserisce nel più ampio quadro investigativo del procedimento Gotha 7, che ha già portato a diverse condanne e misure cautelari per reati di natura estorsiva e associazione mafiosa. Gli atti dell'indagine saranno ora utilizzati per le fasi successive del procedimento di prevenzione e per eventuali sviluppi penali.

Le autorità coinvolte hanno sottolineato come misure patrimoniali di questo tipo siano uno strumento centrale per la disarticolazione economica delle organizzazioni criminali, impedendo il consolidamento e la ripresa degli interessi illeciti sul mercato legale. Al momento non sono stati resi noti dettagli su ulteriori soggetti coinvolti né sulle specifiche commesse edili che avrebbero caratterizzato l'attività dell'impresa.

Ulteriori aggiornamenti saranno forniti in base all'evoluzione delle attività giudiziarie e alle eventuali fasi di confisca o restituzione dei beni disposte dall'autorità competente. L'indagine prosegue con l'obiettivo di fare piena luce sui meccanismi di infiltrazione e di riciclaggio che hanno portato alla costituzione e al mantenimento della società sotto la disponibilità del condannato.

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