Sicilia: fuga dei giovani mette in crisi l'edilizia, Ance lancia l'allarme e va nelle scuole
Chiusure e poche nuove imprese: il settore delle costruzioni perde terreno, mancano under 35 e si rilancia la formazione tecnica.
Il settore edilizio siciliano affronta una doppia emergenza: una significativa fuga dei giovani dalle professioni tecniche e un saldo negativo di imprese che mette a rischio la continuità produttiva.
Secondo il presidente regionale del Gruppo Giovani di Ance, Gianluca Zaccaria, il problema non è solo la carenza di manodopera ma anche la difficoltà a individuare una nuova generazione di imprenditori: «Il problema – segnala – si estende alla difficoltà di individuare una nuova generazione di imprenditori edili. Anche molte imprese storiche siciliane si trovano oggi davanti a un passaggio generazionale incerto, con figli che spesso scelgono strade professionali completamente diverse».
Dati e numeri
I dati ufficiali dell'Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia fotografano il quadro: 21.850 imprese attive nella categoria costruzioni di edifici (residenziali e non) che impiegano 72.089 addetti. Nel primo trimestre dell'anno le Camere di commercio hanno registrato 1.627 chiusure a fronte di 698 nuove iscrizioni.
Di queste imprese, quasi la metà, 11.609, è composta da ditte con il solo titolare o con un addetto; solo 10.241 attività risultano dotate di una struttura imprenditoriale più consolidata. L'analisi di Infocamere nazionale evidenzia che l'onere della continuità è affidato a 3.797 aziende edili gestite da under 35, circa un terzo dello stock complessivo.
Il quadro numerico sottolinea una tendenza di rilievo strutturale: chiusure superiori alle aperture e una consistente composizione aziendale fatta di microimprese, che espone il comparto a fragilità nella gestione del ricambio generazionale.
Le cause richiamate dal ragionamento di Zaccaria sono anche culturali e mediatiche: sui social emergono modelli di lavoro – «se fai l'influencer o il consulente finanziario guadagni facile e veloce» – che attraggono i giovani, relegando le professioni tecniche e artigiane a una percezione di seconda scelta.
Per contrastare questo trend, il Gruppo Giovani Imprenditori di Ance Sicilia avvia un'iniziativa di sensibilizzazione nelle scuole, negli istituti tecnici e nelle università. Zaccaria annuncia un tour informativo per «raccontare cosa significa davvero fare impresa nel settore delle costruzioni e spiegare che dietro ogni infrastruttura, ogni scuola, ogni ospedale, ogni casa sicura c’è il lavoro di imprenditori che ogni giorno investono, rischiano e costruiscono il futuro delle nostre comunità».
Il presidente rimarca la necessità di un'alleanza tra istituzioni, sistema formativo e mondo delle imprese per valorizzare competenze tecniche e artigiane «troppo a lungo considerate di serie B. In realtà, sono proprio queste competenze a rappresentare una delle chiavi dello sviluppo economico dei prossimi decenni».
L'allarme lanciato da Ance mette in evidenza un nodo cruciale per la Sicilia: senza un ricambio imprenditoriale e professionale adeguato, il rischio è di compromettere la capacità del territorio di mantenere e sviluppare infrastrutture essenziali e opportunità di lavoro stabili, con conseguenze per l'occupazione e per l'economia locale.