StMicroelectronics a Catania: accordo di programma, investimenti miliardari e nodo idrico entro giugno 2026
Regione finanzia 300 mln; ST conferma il piano ma pone come condizione un contratto idrico con Sidra entro giugno 2026, i sindacati avvertono.
StMicroelectronics ha presentato l'accordo di programma per il piano di sviluppo del polo industriale di Catania, un progetto che il governo regionale guidato da Renato Schifani definisce strategico per il Mezzogiorno. La Regione Siciliana ha stanziato 300 milioni di euro con risorse europee a supporto dell'iniziativa. L'investimento complessivo è miliardario e promette di incrementare capacità produttiva e occupazione, ma i sindacati hanno lanciato un avviso: la prosecuzione del progetto è vincolata alla firma, entro giugno 2026, di un contratto con la società idrica Sidra che definisca quantità, qualità e tariffa dell'acqua disponibile.
Dettagli tecnici, tempistiche e condizioni
L'accordo illustrato nella sede della Regione conferma l'estensione del piano di sviluppo del polo di Catania dal periodo 2025-2027 al nuovo arco 2025-2034. Il progetto ingloba il campus SiC approvato dalla Commissione Europea e finanziato finora con 1,4 miliardi di euro, destinati a una capacità iniziale di 2.000 fette a settimana prevista per il secondo quadrimestre del 2027. Ulteriori 1,6 miliardi sono pianificati per portare la capacità a 5.000 fette a settimana entro la fine del 2028, condizionati però alla firma del contratto di approvvigionamento e scarichi idrici entro giugno 2026.
Nel dettaglio, alcune produzioni sono state posticipate di un anno, dal 2026 al 2027, e la fase 1 del piano comporterà un aumento della capacità produttiva del 206% (calcolata in equivalenti a 8 pollici). La definizione delle fasi 2 e 3 è ancora in corso e dipenderà dall'evoluzione della domanda di mercato, in particolare nel comparto automotive e in altri segmenti in forte crescita.
Occupazione e impatto sociale
Il polo etneo ha già registrato un incremento significativo dell'occupazione: +1.000 addetti tra il 2020 e il 2025. Il piano prevede che l'occupazione rimanga stabile nel periodo 2026-2029 e cresca nuovamente dal 2030, in relazione all'esecuzione delle fasi successive e alla materializzazione della domanda sui nuovi mercati industriali.
Posizioni delle istituzioni, dell'azienda e dei sindacati
L'assessore alle Attività produttive, Edy Tamajo, ha definito la scelta di concentrare l'operazione su Catania «chiara e coraggiosa», sottolineando l'impegno della Regione a sostenere il progetto con strumenti, risorse e una visione di lungo periodo. Per la multinazionale era presente Fabio Gualandris, presidente quality, manufacturing and technology, che ha riconfermato il ruolo strategico del sito di Catania per le tecnologie di potenza e wide band-gap e del centro di progettazione di Palermo.
Dalla direzione di STMicroelectronics è arrivata la riaffermazione che l'azienda investirà su produzione, ricerca, sviluppo prodotti, laboratori e attività di marketing, ribadendo però la necessità di garanzie sulla fornitura idrica per procedere pienamente con il piano.
I sindacati Fiom Cgil Catania e Cgil Catania hanno espresso soddisfazione per le dichiarazioni dell'azienda ma hanno lanciato un allarme concreto: se non verrà sottoscritto entro giugno 2026 un contratto operativo con Sidra che stabilisca quantità, qualità e tariffa dell'acqua, STMicroelectronics potrebbe fare un passo indietro. I sindacati accusano il Comune di Catania di aver conosciuto il fabbisogno idrico già dal 2024 senza però raggiungere un accordo operativo, esponendo così il progetto al rischio per mancata pianificazione infrastrutturale.
Prossime tappe e rischi aperti
La partita decisiva si concentra dunque sull'approvvigionamento idrico e sui tempi: la scadenza indicata per la firma del contratto con Sidra è giugno 2026. Se l'intesa non verrà raggiunta, la realizzazione completa del SiC Campus e la seconda e terza fase del piano rischiano forti rallentamenti o revisioni. Regione, azienda, Comune e parti sociali dovranno nei prossimi mesi trasformare gli impegni politici e finanziari in accordi operativi e infrastrutturali concreti per evitare che un investimento definito strategico per il Mezzogiorno resti bloccato da un nodo logistico e gestionale.
Le decisioni e i passi successivi saranno monitorati da istituzioni e organizzazioni sindacali: sul tavolo restano novità tecniche, impegni contrattuali e la verifica delle tempistiche per tradurre il piano in occupazione e sviluppo industriale effettivo.