Tangenziale di Catania, la Cisl: «Serve nuova tangenziale e una gestione integrata»
Code quotidiane e caos sul raccordo: la Cisl chiede pianificazione, conferenze di servizi e un nuovo asse viario per sbloccare la mobilità.
Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, lancia un appello urgente dopo settimane di code interminabili e disagi sul raccordo autostradale cittadino: "Serve senza dubbio una nuova tangenziale, ma c'è bisogno anche di un modello gestionale integrato e coordinato". Il nodo interessa l'intero sistema della mobilità siciliana e produce ripercussioni economiche e sociali significative.
Caos sulla tangenziale: impatti e dinamiche
La congestione lungo la tangenziale si verifica con regolarità dalle ore 6 fino a metà mattinata, e si acuisce nei giorni di maggiore accesso alle aree commerciali, con code chilometriche che bloccano il traffico. Secondo la Cisl, qualsiasi rallentamento o restringimento, o un incidente, scatena effetti a catena che paralizzano i flussi fino alle autostrade e alle vie di accesso della città, intrappolando migliaia di persone per ore.
I disagi hanno ricadute dirette: perdita quotidiana di ore di lavoro, aumento dei costi del carburante, ritardi nei trasporti verso l'aeroporto e danni economici per le attività produttive. Sul piano umano, la Cisl evidenzia un impatto psicofisico su lavoratori, pendolari e cittadini costretti a spostamenti prolungati.
La tangenziale è descritta come l'unico asse di collegamento tra le autostrade per Messina (A18), Palermo (A19) e Siracusa (A18) e come un nodo nevralgico per la mobilità intermodale: sulla sua direttrice insistono la ferrovia merci, l'interporto, l'aeroporto e i principali poli logistici e commerciali. Oggi però l'infrastruttura svolge l'effetto opposto a quello per cui è stata progettata.
Cause e responsabilità
Per la Cisl la causa principale del caos è la frammentazione delle competenze nella gestione dell'arteria: responsabilità distribuite tra ambito nazionale, regionale e locale, senza una regia unica. A questa si aggiunge l'assenza di adeguate conferenze di servizi, indispensabili per coordinare lavori e cantieri.
"È possibile - si chiede Attanasio - che si avviino lavori senza una conferenza di servizi tra enti e istituzioni competenti su un tratto autostradale che va dal confine con la provincia di Siracusa al casello di San Gregorio?" Per la Cisl, l'assenza di coordinamento tra Anas, Ministero dei Trasporti, CAS, Città metropolitana e i comuni interessati aggrava la situazione.
Richieste e proposte della Cisl
La Cisl avanza una serie di richieste concrete per mitigare l'emergenza e ripensare l'assetto viario:
- Progettazione e realizzazione di una nuova tangenziale, con un tracciato che parta da Acireale e sia in grado di sostenere flussi maggiori, compreso il traffico pesante.
- Adozione di un modello gestionale integrato e coordinato tra tutti gli enti competenti (Ministero dei Trasporti, Anas, CAS, Città metropolitana, comuni).
- Attivazione obbligatoria di conferenze di servizi prima dell'avvio degli interventi, per predisporre un calendario condiviso, percorsi alternativi e soluzioni di mobilità pubblica potenziata.
- Pianificazione "seria, condivisa e trasparente" che metta al centro la sicurezza, la continuità della mobilità e il rispetto dei diritti di lavoratori, cittadini e imprese.
La Cisl esprime anche preoccupazione per il possibile peggioramento della situazione con il completamento della cosiddetta "Strada dell'Etna" (Catania Nord), che potrebbe aumentare i flussi non sostenibili per l'attuale arteria.
La sigla sindacale ricorda di aver già previsto alcuni anni fa l'attuale emergenza e annuncia che continuerà a rappresentare le proprie istanze, insieme alle federazioni dei settori Trasporti ed Edilizia, con "determinazione in ogni contesto istituzionale".