Zen 2, arrestato 37enne con 60 grammi di hashish nascosti nel climatizzatore
I carabinieri sorprendono lo spaccio in strada: 50 dosi sequestrate e una dose di crack nascosta nella canalina del condizionatore.
Questa mattina a Palermo, nel quartiere Zen 2, i carabinieri della Stazione San Filippo Neri hanno arrestato un uomo di 37 anni, palermitano e già noto alle forze dell'ordine, con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Durante l'intervento sono stati sequestrati 60 grammi di hashish, suddivisi in 50 dosi pronte per la vendita, e una dose di crack nascosta in una canalina del climatizzatore. L'arresto è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo.
I militari, in servizio di osservazione in un punto ritenuto strategico, hanno notato l'uomo mentre cedeva più involucri ad alcuni acquirenti in piena via pubblica. I clienti si sono rapidamente dileguati tra i vicoli del rione; il sospetto è stato invece bloccato e sottoposto a perquisizione sul posto. Dalla verifica è emerso l'hashish già confezionato e nascosto, oltre alla singola dose di crack trovata all'interno di una canalina in plastica del condizionatore.
Tutto il materiale sequestrato è stato inviato al Laboratorio di Analisi delle Sostanze Stupefacenti (LASS) del Comando Provinciale di Palermo per gli accertamenti quantitativi e qualitativi di rito. I carabinieri hanno proceduto al sequestro e all'arresto in applicazione delle norme contro lo spaccio di stupefacenti.
Contesto e ricadute
L'operazione rientra nel più ampio dispositivo di contrasto allo spaccio attivo nel quartiere Zen 2, zona che da tempo è al centro di interventi di polizia e di attenzione mediatica per il fenomeno della droga. L'episodio riapre il dibattito sull'efficacia delle misure repressive: il ciclo controllo-arresto-rilascio non sembra risolvere le criticità di fondo del territorio. Per le autorità il blitz è un segnale di presidio, mentre osservatori e residenti sollevano la necessità di risposte più strutturali.
Si precisa che l'indagato è, allo stato, gravemente indiziato di reato: la sua posizione sarà definitivamente accertata solo a seguito dell'eventuale emissione di una sentenza passata in giudicato, nel pieno rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza. Ulteriori accertamenti giudiziari e le risultanze del LASS costituiranno elementi utili per il prosieguo del procedimento.