Camera approva il decreto su commissari e concessioni: il ponte sullo Stretto al centro del provvedimento
Il provvedimento punta a sbloccare l'iter autorizzativo del ponte Messina e ad accelerare cantieri strategici, con nomine e finanziamenti mirati.
La Camera ha approvato un decreto che introduce commissari straordinari e semplificazioni nelle concessioni con l'obiettivo di accelerare cantieri e opere strategiche. Al centro del provvedimento c'è il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, per il quale il testo mira a sbloccare l'iter autorizzativo recependo i rilievi della Corte dei Conti e rafforzando il coordinamento tra le amministrazioni.
Il decreto prevede che, se l'iter burocratico-amministrativo procederà secondo i piani, le procedure potrebbero concludersi entro l'estate, consentendo l'avvio dei cantieri e il completamento del progetto esecutivo. Tecnici danesi e giapponesi sono già pronti a finalizzare il progetto, ma non possono procedere finché l'autorizzazione non sarà conclusa al 100%. Allo stesso modo, ingegneri italiani, danesi, giapponesi, spagnoli e americani sono disponibili a intervenire una volta ottenuto il via libera definitivo.
L'investimento complessivo indicato nel testo supera 13 miliardi di euro: circa 5 miliardi destinati al ponte e oltre 8 miliardi alle opere collegate che interesseranno entrambe le sponde. Nel periodo di costruzione l'impatto positivo sul PIL è stimato in quasi 25 miliardi. Nei decenni successivi all'inaugurazione il provvedimento stima benefici per cittadini e imprese pari a diversi miliardi ogni anno, contribuendo a ridurre l'attuale condizione di insularità della Sicilia, valutata in perdite annuali attualizzate a circa 7 miliardi.
Il progetto del ponte punta a realizzare il più lungo ponte sospeso a campata unica al mondo, con l'ambizione di diventare anche un simbolo architettonico e ingegneristico internazionale. I lavori sono destinati a imprese di primo piano nel settore, con una durata stimata in circa sei anni e clausole contrattuali che prevedono penali elevate per ritardi, per garantire il rispetto delle tempistiche.
Altri interventi e nomine
Il decreto non riguarda solo lo Stretto: interviene su autostrade A24 e A25, sul traforo e l'acquifero del Gran Sasso e sull'affidamento della concessione della A22 Brennero-Modena. È prevista inoltre la nomina degli amministratori delegati di Anas e Rfi come commissari straordinari per specifici progetti. Tra le altre misure compaiono interventi per le infrastrutture legate a Uefa Euro 2032, per la linea C della metro di Roma, per il polo logistico di Alessandria Smistamento e per progetti sanitari in Piemonte.
Nel testo trovano spazio anche disposizioni per la ricostruzione post-alluvione nelle Marche, per la sicurezza energetica nazionale e per la tutela della laguna di Venezia, segnando un ambito d'intervento che va oltre le grandi opere di collegamento.
Il provvedimento motiva inoltre la necessità del collegamento stabile tra Sicilia e continente richiamando i limiti del sistema attuale basato sui traghetti, che presenta vincoli ambientali e logistici e non garantisce un collegamento continuo 24 ore su 24 in tutte le condizioni meteorologiche.
I prossimi passaggi saranno principalmente amministrativi: il decreto apre la strada alle nomine e alle semplificazioni, ma per l'avvio effettivo dei cantieri resta condizione necessaria il completamento delle autorizzazioni e del progetto esecutivo. Solo allora potranno partire le gare, gli affidamenti e la mobilitazione delle imprese internazionali indicate dal testo.