Carcere di Messina: sovrintendente aggredita intervenendo per un collega, sindacato chiede trasferimento e ricompensa

Una sovrintendente è stata ferita mentre soccorreva un collega a Messina; il sindacato Consipe sollecita provvedimenti immediati.

A cura di Redazione
04 maggio 2026 14:42
Carcere di Messina: sovrintendente aggredita intervenendo per un collega, sindacato chiede trasferimento e ricompensa -
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Nella casa circondariale di Messina, una sovrintendente della polizia penitenziaria è stata aggressita mentre interveniva in aiuto di un collega in difficoltà. Il responsabile sarebbe un detenuto di origine calabrese, già noto per comportamenti violenti: secondo il sindacato Consipe l'uomo avrebbe reagito con spinte, calci e pugni e avrebbe persino sputato in volto alla agente. La sovrintendente ha riportato contusioni all'avambraccio e alla spalla, ma è riuscita a completare l'intervento evitando conseguenze peggiori per il collega coinvolto.

La dinamica dell'episodio, ricostruita dal sindacato, mette in evidenza il rapido intervento dell'agente: «Non ha esitato a intervenire, pur consapevole dei rischi», afferma il Consipe, che definisce il gesto un esempio di straordinario senso del dovere. Il sindacato sottolinea la dedizione e la professionalità dimostrate, chiedendo un riconoscimento pubblico per la sovrintendente ferita.

Richieste del sindacato

A commentare l'accaduto è stato il presidente nazionale del Consipe, Mimmo Nicotra, che ha parlato di «atto di puro coraggio» e ha sollecitato una serie di provvedimenti. Tra le richieste avanzate figurano il trasferimento urgente del detenuto responsabile, l'avvio di un'azione disciplinare esemplare e la proposta di una ricompensa per la sovrintendente. Nicotra ha inoltre annunciato l'intenzione del sindacato di chiedere, se necessario, un'ispezione straordinaria alle autorità competenti per verificare le condizioni di sicurezza del personale penitenziario.

Il Consipe ha avvertito che non permetterà che l'episodio venga archiviato senza conseguenze: «Il personale penitenziario non può essere lasciato solo», recita la nota sindacale. Al momento non sono state comunicate informazioni ufficiali sull'apertura di procedimenti penali o disciplinari da parte dell'amministrazione penitenziaria; le richieste del sindacato puntano comunque a misure immediate per la tutela degli operatori.

L'episodio riporta in primo piano le criticità relative alla sicurezza negli istituti di pena e il rischio cui sono esposti gli agenti in servizio. La sovrintendente, nonostante le lesioni subite, è riuscita a mettere in sicurezza la situazione, circostanza che il sindacato evidenzia come dimostrazione di impegno professionale da valorizzare pubblicamente.

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