Catanese, sospeso un chiosco a San Pietro Clarenza per lavoro in nero e videosorveglianza illecita

I carabinieri sospendono l'attività: denunciato l'amministratore, multe per lavoro nero, violazioni sulla sorveglianza e apparecchiature per il controllo.

A cura di Redazione
05 maggio 2026 11:44
Catanese, sospeso un chiosco a San Pietro Clarenza per lavoro in nero e videosorveglianza illecita -
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SAN PIETRO CLARENZA — I carabinieri hanno sospeso l'attività di un chiosco bar a San Pietro Clarenza dopo una serie di controlli che hanno portato alla denuncia dell'amministratore unico, un uomo di 36 anni, per irregolarità sul lavoro e sul sistema di controllo dei dipendenti.

Dettagli dei controlli

Al termine degli accertamenti i militari hanno contestato che il 36enne non aveva sottoposto due lavoratori alla prevista sorveglianza sanitaria, obbligo previsto per la tutela della salute sul lavoro. Lo stesso è stato ritenuto responsabile anche dell'uso illecito di impianti audiovisivi e altre apparecchiature finalizzate al controllo a distanza dei lavoratori, per i quali manca l'autorizzazione dell'I.T.L. competente; tale violazione è stata sanzionata con 387 euro.

Nel corso dell'ispezione uno dei due dipendenti è risultato impiegato in nero, circostanza che ha comportato l'applicazione della maxi sanzione prevista per il lavoro irregolare, pari a 1.800 euro. Complessivamente sono state irrogate sanzioni amministrative per un totale di 4.450 euro.

Contestualmente al verbale è stato emesso il provvedimento di sospensione dell'attività con un'ulteriore sanzione pecuniaria di 2.500 euro. Dall'attività ispettiva sono stati inoltre recuperati contributi previdenziali e premi assistenziali per un importo di 700 euro.

Le contestazioni formulate dai carabinieri hanno portato alla denuncia dell'amministratore per le violazioni accertate; le misure adottate confluiscono nelle verifiche amministrative e nel procedimento sanzionatorio previsto dalla normativa sul lavoro e sulla tutela della salute dei lavoratori.

I controlli confermano l'attenzione delle forze dell'ordine e degli enti di vigilanza territoriali sulla prevenzione del lavoro irregolare e sulle pratiche di videosorveglianza non autorizzata nei luoghi di lavoro.

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