Catania: arrestati due conviventi per maltrattamenti e violenza su minore

Segnalazione della scuola attiva le indagini: indagati in carcere, minore collocata in struttura protetta.

A cura di Redazione
20 maggio 2026 09:47
Catania: arrestati due conviventi per maltrattamenti e violenza su minore -
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Catania. La Procura distrettuale ha coordinato un'indagine che si è conclusa con l'arresto di un uomo di 46 anni e di una donna di 30 anni, conviventi, ritenuti responsabili di maltrattamenti e di presunta violenza sessuale aggravata ai danni di una minore infraquattordicenne. La misura cautelare in carcere è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ed eseguita dalla Polizia di Stato.

L'operazione è scattata nel pomeriggio di sabato su richiesta della Procura; al termine delle formalità gli arrestati sono stati trasferiti nel carcere di piazza Lanza, dove restano a disposizione dell'autorità giudiziaria. Le accuse, al momento, sono contestazioni avanzate dagli inquirenti e non costituiscono sentenza di colpevolezza.

Dettagli delle indagini

L'attività investigativa è partita da una segnalazione dell'istituto scolastico frequentato dalla ragazzina, che aveva rilevato segnali compatibili con uno stato di disagio. Il Commissariato di pubblica sicurezza di Acireale ha raccolto le prime informazioni e ha attivato la Procura, che ha inquadrato il caso come priorità per la tutela della minore.

Gli accertamenti hanno compreso l'ascolto della vittima da parte della Sezione di Polizia Giudiziaria, l'uso di strumenti tecnici e intercettazioni autorizzate nei confronti dei due conviventi. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, gli elementi raccolti hanno consolidato un quadro indiziario ritenuto sufficiente per richiedere la custodia cautelare in carcere.

Tutela della minore

Per garantire la sicurezza e la protezione della vittima, la minore è stata immediatamente allontanata dal nucleo familiare e collocata in una struttura protetta. Le autorità hanno adottato misure urgenti di protezione, anche in considerazione dell'età infraquattordicenne della ragazza e della gravità dei reati contestati.

Aspetti procedurali e indipendenza dell'accertamento

Le misure eseguite seguono il percorso ordinario delle indagini penali: dopo le attività investigative coordinate dalla Procura, il GIP ha valutato la sussistenza delle esigenze cautelari e disposto l'arresto. Gli indagati hanno diritto a difendersi nel corso dell'istruttoria e a essere assistiti da un legale; il procedimento proseguirà con l'attività probatoria prevista dal codice di procedura penale.

Il ruolo della scuola e della rete di protezione

Il caso sottolinea l'importanza delle segnalazioni provenienti dagli ambienti educativi e della collaborazione tra scuola, polizia e magistratura. Gli istituti scolastici possono intercettare segnali precoci di rischio e avviare percorsi di tutela tempestivi per i minori, fattori spesso determinanti per la sicurezza della vittima e per l'esito delle indagini.

Le autorità locali hanno invitato chiunque abbia informazioni utili a contattare le forze dell'ordine, mentre la Procura prosegue le indagini per chiarire compiutamente responsabilità e dinamiche dei fatti.

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