Catania, due minorenni arrestati per rapina con pistola simulata in Corso dei Martiri
La Polizia blocca due ragazzi che minacciavano coetanei con armi e costringono a cedere 20 euro; sequestrate due armi e un coltello.
La Polizia di Stato ha arrestato due minorenni a Catania, accusati di rapina aggravata nei confronti di alcuni coetanei. I fatti sono avvenuti nei pressi di Corso dei Martiri e, al momento, vige la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Secondo la ricostruzione degli agenti, i due giovani hanno avvicinato con atteggiamento minaccioso un gruppo di ragazzi: uno dei fermati aveva una pistola nascosta sotto la maglietta, mentre l’altro teneva la mano in tasca, simulando di essere armato. Per evitare possibili ritorsioni, una delle vittime ha consegnato la somma di 20 euro.
Gli agenti della Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali (DIGOS) della Questura di Catania, impegnati in attività di controllo e monitoraggio, hanno notato la scena ed effettuato l’intervento immediato. Una pattuglia della squadra Volanti ha poi provveduto a condurre i due fermati negli uffici della Questura per gli adempimenti di rito.
Armi e sequestri
Durante le verifiche i poliziotti hanno sequestrato una pistola priva del tappo rosso, nascosta sotto la maglietta di uno dei minorenni. È stata inoltre rinvenuta una seconda arma, anch’essa senza tappo rosso, e un coltello ad uncino. Gli investigatori hanno rilevato come la mancanza del tappo rosso renda più difficile distinguere a prima vista armi giocattolo o simulate da armi reali, aumentando il rischio di pericolo per le persone coinvolte.
Procedimento e disposizioni
Al termine degli accertamenti i due minori sono stati accompagnati al Centro di Prima Accoglienza in attesa dell’udienza di convalida. La somma di 20 euro è stata restituita al legittimo proprietario. Le autorità competenti procedono ora alle indagini, con l’ipotesi di reato formulata dalla Procura nei confronti degli indagati.
L’intervento mette in luce il tema della sicurezza e dell’uso di oggetti atti ad intimidire tra i giovani, sollevando interrogativi sulle misure di prevenzione e di controllo nei luoghi pubblici frequentati da minorenni. Tutte le persone coinvolte restano da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.