Catania: individuati i presunti autori del furto di dieci bracciali in un centro commerciale
Due fratelli e il cognato riconosciuti dalle immagini: dieci bracciali d'oro per circa 2.500 euro sottratti con un magnete.
Catania, nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha risalito ai presunti autori di un furto messo a segno in due gioiellerie all'interno di un centro commerciale cittadino. Sono tre persone, membri della stessa cerchia familiare — due fratelli e il loro cognato — ritenute responsabili della sottrazione di dieci bracciali in oro per un valore commerciale complessivo di circa 2.500 euro.
I responsabili avrebbero agito nello stesso giorno adottando un preciso schema operativo. In entrambe le gioiellerie uno dei fratelli avrebbe distratto la commessa chiedendo informazioni, mentre gli altri due, con ruoli distinti, si sarebbero avvicinati agli espositori. Per prelevare i preziosi dalle sottili fessure delle vetrine è stato usato un magnete, mentre un complice si frapponeva tra la vetrina e il collega per coprire le fasi del furto.
Gli esercenti, accortisi dell'ammanco dei bracciali, hanno richiesto l'intervento della Polizia. Agli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Librino è spettato raccogliere gli elementi utili alla ricostruzione dei fatti e avviare le indagini formali.
Indagini e identificazione
L'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza del centro commerciale ha consentito agli investigatori di riconoscere i tre in azione. L'esame dei tratti somatici, dell'abbigliamento e di alcuni vistosi tatuaggi ha portato all'identificazione, a partire da due fratelli di 23 e 26 anni, entrambi già noti alle forze dell'ordine per precedenti. Dalla consultazione della banca dati è emerso che il 23enne è sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio.
Gli accertamenti della Polizia proseguono per chiarire compiutamente i ruoli dei singoli soggetti, risalire all'eventuale collocazione della refurtiva e valutare gli ulteriori profili di responsabilità penale. Al momento le informazioni diffuse dagli inquirenti classificano i coinvolti come presunti autori in attesa degli sviluppi procedurali.