Catania, pm chiede 10 anni per tentato omicidio: lite condominiale finita a coltellate

Accusa: Valeria Razza avrebbe aggredito la vicina Loreana Aiello il 20 luglio 2025; la difesa chiede la derubricazione a lesioni.

A cura di Redazione
15 maggio 2026 05:43
Catania, pm chiede 10 anni per tentato omicidio: lite condominiale finita a coltellate -
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Catania. La Procura ha chiesto 10 anni di reclusione per Valeria Razza, accusata del tentato omicidio aggravato della vicina di casa Loreana Aiello. I fatti contestati risalgono al 20 luglio 2025, quando, secondo l'accusa, al culmine di un acceso diverbio condominiale, l'imputata avrebbe colpito la donna con un coltello.

Il processo si svolge con il rito abbreviato davanti al Gup del Tribunale etneo, Pietro Antonino Currò. La vittima si è costituita parte civile ed è assistita dall'avvocato Francesca Licitra. Al termine della discussione il Gup ha fissato la prossima udienza per il 25 giugno 2026, data in cui sono previste le eventuali repliche delle parti e la lettura della sentenza.

La difesa, rappresentata dall'avvocato Giuseppe Lipera, ha contestato con fermezza la ricostruzione della Procura e ha sollecitato la derubricazione del reato da tentato omicidio a lesioni personali. Secondo la difesa, le ferite riportate dalla vittima sono state giudicate guaribili in 10 giorni e non avrebbero interessato organi vitali, circostanze che, per Lipera, sarebbero incompatibili con la volontà di uccidere addebitata all'imputata.

Procedura e prossimi passi. Il rito abbreviato, scelto dall'imputata, comporta lo svolgimento del giudizio in forma semplificata dinanzi al Gup; in ambito penale tale rito può comportare una riduzione della pena se la condanna viene pronunciata. Il calendario processuale porterà tutte le parti ad esporre le ultime repliche il 25 giugno 2026, giorno in cui il Gup pronuncerà la decisione.

Fatti e questioni aperte. Al momento restano al centro del dibattimento la qualificazione giuridica dell'episodio (tentato omicidio vs. lesioni) e la valutazione della prova in ordine alla volontà dell'imputata di causare la morte della vittima. Entrambe le tesi – accusa e difesa – saranno valutate dal Gup nella determinazione della pena e delle eventuali aggravanti contestate dalla Procura.

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