Catania, via Capo Passero: arrestato 25enne con 125 dosi; sequestrati altri 482 g di marijuana, 44 g di cocaina e 20 munizioni
La polizia ha fermato un giovane già noto, trovando 125 dosi e recuperando nascondigli con ingenti quantitativi e munizioni.
Catania. La polizia ha arrestato un 25enne catanese per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in via Capo Passero. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine per precedenti in materia di stupefacenti, è stato bloccato davanti al portoncino di un condominio con una busta gialla in mano contenente 125 dosi di droga.
Alla vista degli agenti dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, il giovane ha tentato di darsi alla fuga, disfandosi di una radiolina ricetrasmittente utilizzata per comunicare con altri pusher e con le vedette della zona, ma è stato prontamente raggiunto e bloccato. Nel controllo la busta ha rivelato circa 100 grammi tra marijuana e cocaina e, nella perquisizione personale, sono stati trovati 1.450 euro, ritenuti provento dell'attività di spaccio.
Sequestro e indagini
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della squadra cinofili, che hanno ispezionato le sterpaglie e le intercapedini dei muri in via Capo Passero, individuando diversi nascondigli. Dalle ispezioni sono scaturiti sequestri a carico di ignoti di 482 grammi di marijuana, 44 grammi di cocaina e 20 munizioni da fucile.
La sostanza stupefacente sequestrata sarà inviata ai laboratori della polizia scientifica per le analisi di rito e la quantificazione ufficiale; gli accertamenti proseguiranno per risalire alla filiera di approvvigionamento e ai potenziali complici della rete di spaccio.
Per quanto appurato dagli agenti, l'uomo è stato arrestato in flagranza di reato. Il Pubblico Ministero di turno ha disposto il trasferimento del 25enne presso la casa circondariale di piazza Lanza, in attesa dell'udienza di convalida dinanzi al gip.
L'operazione conferma l'attività di controllo e contrasto allo spaccio nella città di Catania, con particolare attenzione alle aree urbane dove, secondo gli investigatori, vengono allestiti nascondigli per rifornire la vendita al dettaglio. Le indagini rimangono aperte per individuare gli intestatari dei quantitativi rinvenuti a carico di ignoti.