Corleone, tre arresti confermano la persistenza del mandamento: al centro la famiglia Grizzaffi-Riina

Gli arresti recenti a Corleone ricostruiscono una leadership legata ai nipoti di Totò Riina e l'operatività del mandamento storico.

A cura di Redazione
06 maggio 2026 12:39
Corleone, tre arresti confermano la persistenza del mandamento: al centro la famiglia Grizzaffi-Riina -
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Tre arresti per mafia a Corleone hanno ricomposto, secondo la Procura, un quadro di persistenza e operatività del mandamento storicamente collegato a Totò Riina. Tra gli arrestati figura Mario Grizzaffi, 60 anni, nipote diretto del cosiddetto 'zio Totò', indicato come reggente operativo della famiglia che mantiene il controllo sul territorio e sugli interessi economici del mandamento.

L'inchiesta e gli elementi probatori

L'istruttoria, confluita nella richiesta di misura cautelare, si basa su una pluralità di elementi: dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni tradizionali e rilevazioni da spyware. In particolare, l'indagine valorizza le conversazioni in cui soggetti del gruppo si compiacciono della propria natura mafiosa e ricostruiscono con precisione vicende criminali e gerarchie interne. Mario Gennaro (citato dagli inquirenti) fornisce, attraverso intercettazioni, elementi che delineano la posizione di vertice della famiglia Grizzaffi e il ruolo sovraordinato dei suoi membri.

Gli inquirenti segnalano inoltre episodi concreti di gestione illecita di beni confiscati: tra le accuse figura il furto di un ingente quantitativo di grano ai danni di una cooperativa che gestiva prodotti sottratti alla famiglia, fatto indicato dagli atti come sintomatico di una capacità di controllo e di imposizione sul territorio.

La linea familiare: dai Grizzaffi agli eredi di Totò Riina

La vicenda trae radici nella rete parentale che collega i Grizzaffi al boss corleonese. Giovanni Grizzaffi, già arrestato nel 1993 e condannato nel 2000 per il sequestro, l'omicidio e lo scioglimento nell'acido di Giovanni Giordano (1986), era stato indicato nel 2019 dal collaboratore Filippo Salvatore Bisconti come probabile 'reggente ufficiale' del mandamento. Giovanni era stato liberato nel luglio 2017 dopo 24 anni di detenzione, sottoposto a sorveglianza speciale fino al 2022 e si è ammalato, morendo il 19 giugno 2023.

La Procura evidenzia la continuità tra la linea Riina–Provenzano e la leadership esercitata dai Grizzaffi: oltre a Giovanni, nel filone emergono figure quali Giuseppe Grizzaffi (classe 1978), figlio del reggente, e i fratelli Giovanni, Francesco e Mario, tutti riconducibili alla fazione legata a Totò Riina. In conversazioni captate, lo stesso Riina esprimeva fiducia nei confronti dei nipoti, affidando loro la cura di interessi immobiliari e la gestione del mandamento.

I figli di Totò Riina: profili e vicende giudiziarie

La saga familiare coinvolge anche i figli diretti di Totò Riina e le loro vicende giudiziarie o mediatiche. Tra questi:

  • Maria Concetta (nata 1974): indagata insieme al marito Antonino Ciavarello per estorsione aggravata dal metodo mafioso; secondo l'accusa avrebbe fatto leva sul cognome del padre per intimidire imprenditori. È stata detenuta a Firenze e attualmente sottoposta all'obbligo di dimora a Corleone.

  • Giovanni (classe 1976): arrestato nel 1996 e condannato all'ergastolo, è il figlio che maggiormente avrebbe cercato di seguire le orme del padre.

  • Salvatore 'Salvuccio' (49 anni): ha scontato una pena di 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa; dopo l'uscita dal carcere ha pubblicato un libro sulla famiglia e rilasciato interviste e interventi pubblici che hanno suscitato polemiche, tra cui definizioni elogiose del padre e commenti sulle stragi mafiose.

  • Lucia (46 anni): nota per una vita più 'mondana', è stata protagonista di eventi pubblici, mostre e dell'apertura di un ristorante a Parigi; ha più volte dichiarato "Mio padre ha la sua storia, io la mia", prendendo le distanze pubbliche dalle scelte criminali.

La presenza di questi profili rende evidente una dinamica nella quale elementi di continuità familiare, retaggi simbolici e interessi patrimoniali si intrecciano con la struttura criminale attiva sul territorio.

Le risultanze dell'indagine, al momento contenute negli atti della Procura e nella richiesta cautelare, disegnano un mandamento di Corleone che non appare esaurito con la morte del capo storico ma che conserva capacità di influenza e controllo attraverso una rete di parentela e di soggetti ritenuti vicini alla linea di comando storica.

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