Il whistleblower reintegrato al Policlinico di Catania: la giudice, «Doveva essere protetto»
Il tribunale annulla il licenziamento di Ignazio Del Campo: le sue denunce erano documentate ma prive di rilevanza penale; reintegro eseguito.
La notizia in breve: il tribunale del Lavoro ha dichiarato illegittimo e nullo il licenziamento di Ignazio Del Campo e ne ha disposto il reintegro al Policlinico di Catania, sottolineando che avrebbe dovuto essere protetto come whistleblower. La sentenza è datata 27 marzo 2026; il reintegro è stato firmato poco più di un mese dopo dal nuovo direttore generale, Giorgio Giulio Santonocito.
Le denunce che hanno scatenato l'inchiesta: le segnalazioni di Del Campo hanno dato avvio all'indagine denominata "Vasi comunicanti", che ipotizzava un sistema di corruzione nella fornitura di stent cardiologici e coinvolgeva, tra gli altri, i primari Corrado Tamburino, Antonio Nicosia, Antonio Micari e Marco Contarini. La Procura ha poi richiesto l'archiviazione, accolta dal giudice: le condotte denunciate si sono rivelate vere nei fatti ma prive di rilevanza penale.
La posizione dell'Azienda ospedaliera: il Policlinico ha contestato a Del Campo di aver danneggiato l'immagine dell'amministrazione, esponendola a richieste di risarcimento, e di aver agito con una presunta volontà denigratoria, anziché rivolgersi all'azienda o all'ANAC. L'allora direttore generale citato negli atti è Gaetano Sirna. Nel contenzioso è anche illustrato un costo sostenuto dall'Azienda per spese legali, pari a circa 11.000 euro.
Motivazioni della sentenza: la giudice del Lavoro osserva che le dichiarazioni di Del Campo non erano "fondate su mere illazioni", ma su dati documentali obiettivi; il fatto che tali elementi non abbiano dato luogo a procedimenti penali non annulla né la fondatezza delle segnalazioni né la tutela prevista dalla normativa sul whistleblowing. Secondo il tribunale, chiedere al dipendente di dimostrare la sussistenza di un reato perché le sue segnalazioni siano protette contraddice la ratio della norma.
Cronologia essenziale
Le segnalazioni di Del Campo danno avvio all'indagine "Vasi comunicanti" (fase istruttoria con misure cautelari per alcuni indagati).
La Procura richiede e ottiene l'archiviazione: gli elementi raccolti non comportano responsabilità penale.
A marzo 2025, tre mesi dopo l'archiviazione, il Policlinico licenzia Del Campo per giusta causa; scatta il ricorso al tribunale del Lavoro.
Sentenza della giudice del Lavoro: 27 marzo 2026, il licenziamento è nullo e illegittimo.
Poco più di un mese dopo la sentenza, il nuovo direttore generale Giorgio Giulio Santonocito firma il reintegro.
Aspetti processuali e amministrativi: dopo l'archiviazione, nei confronti di Del Campo era stata avviata una contestazione disciplinare e lo stesso aveva richiesto il risarcimento danni per licenziamento. L'Azienda ha considerato anche queste circostanze elementi a suo favore, mentre il tribunale ha privilegiato la tutela della funzione segnalante e la natura documentale delle affermazioni.
Rilevanza pubblica: il caso ha pesanti implicazioni per la tutela dei segnalatori nelle amministrazioni pubbliche: oltre al costo giudiziario relativamente contenuto per l'Aou (le spese legali indicate), la vicenda avrebbe potuto mandare un messaggio deterrente verso chi denuncia illeciti. La sentenza conferma che il legislatore non ha inteso subordinare la protezione del whistleblower alla dimostrazione di un reato, ma alla buona fede e alla fondatezza documentale della segnalazione.
Stato attuale: Ignazio Del Campo, indicato come attuale direttore amministrativo dell'Asp di Palermo e già responsabile del Controllo di gestione del Policlinico, è stato reintegrato in servizio al Policlinico. Il pronunciamento giudiziario viene accolto come un segnale di tutela per gli operatori che segnalano presunti illeciti; allo stesso tempo la vicenda evidenzia le tensioni tra responsabilità disciplinare, tutela dell'immagine istituzionale e il diritto di denuncia dei dipendenti pubblici.