Mercato di Ballarò, l'opposizione: «Lagalla ha bloccato il progetto e tagliato 400mila euro»
Brancato e Castiglia accusano la giunta di aver fermato la riqualificazione, favorendo degrado, spaccio e prostituzione.
Oggi è stata formalmente consegnata dallo IACP al Comune di Palermo la struttura del mercato coperto di Ballarò, ma i consiglieri di opposizione della Prima Circoscrizione, Fabrizio Brancato e Massimo Castiglia, hanno definito l'evento una «passerella politica». Secondo i due, la giunta Lagalla ha tenuto il progetto bloccato per quattro anni, tagliando i fondi destinati all'avvio delle attività e lasciando la struttura in stato di abbandono e degrado.
Origini del progetto e rivendicazioni dell'opposizione
Brancato e Castiglia ricostruiscono che il progetto non è frutto dell'attuale amministrazione, ma di un lungo processo di progettazione partecipata che ha coinvolto i mercatari storici di Ballarò, la Facoltà di Architettura dell'Università di Palermo e le associazioni locali. Sempre secondo i consiglieri, era stato redatto un regolamento condiviso e erano stati stanziati oltre 400.000 euro dall'Assessorato alle Politiche Sociali per lo start-up e per l'attivazione delle 41 partite IVA dei commercianti storici. Le risorse, sostengono, sarebbero state poi destinate altrove con l'arrivo della giunta Lagalla.
Le contestazioni sull'iter amministrativo
I due esponenti di opposizione denunciano che l'amministrazione ha smesso di dialogare con i mercatari e che ha cercato di trasformare il regolamento in un "mercato all'ingrosso" attraverso una proposta in Consiglio Comunale. Secondo Brancato e Castiglia, un emendamento presentato dall'opposizione ha salvato il testo originario, ricevendo anche voti da parte della maggioranza che hanno di fatto sconfessato la linea della giunta. I consiglieri contestano inoltre le parole dell'Assessore al Patrimonio, che aveva sostenuto che il regolamento attuale fosse diverso da quello di quattro anni fa: per l'opposizione ciò dimostra una scarsa conoscenza del dossier.
Stato attuale della struttura e conseguenze sociali
I consiglieri affermano che, nei quattro anni di stallo, lo stabile completato è rimasto chiuso e non attivato: la mancata presa in carico da parte del Comune — che avrebbe rifiutato PEC dallo IACP e giustificato i ritardi con questioni di accatastamento — avrebbe favorito il degrado. Brancato e Castiglia denunciano che il capannone si sarebbe trasformato in un luogo con fenomeni di spaccio di crack e prostituzione, creando un problema di ordine pubblico nel quartiere.
Reazioni politiche e prossimi passi
L'opposizione annuncia che vigilerà affinché la futura gestione non riproponga «i fallimenti e le bugie di questi quattro anni». Dalla giunta Lagalla, che celebra la consegna come un "ottimo risultato", arriva la rivendicazione di aver portato a termine l'iter: sull'efficacia e sulla responsabilità del percorso però rimane la netta contrapposizione con le tesi dell'opposizione.
La vicenda solleva interrogativi sul rapporto tra rigenerazione urbana, tutela delle economie locali e responsabilità amministrative: il modo in cui verranno impiegate le risorse residue e la scelta dei gestori determineranno gli esiti concreti per la comunità di Ballarò e per la sicurezza del centro storico.