Messina: arresti per tentato furto di scooter e vasta operazione della DIA per traffico illecito di rifiuti
Due operazioni a Messina: due giovani arrestati per tentato furto a volto coperto; la DIA esegue misure cautelari, sequestri e avvisi per reati ambientali e mafiosi.
Due interventi delle forze dell'ordine a Messina hanno portato, in rapida successione, all'arresto di due giovani per un tentativo di furto e all'esecuzione di misure cautelari e sequestri nell'ambito di un'indagine della Direzione Investigativa Antimafia per traffico illecito di rifiuti e trasferimento fraudolento di valori con aggravante mafiosa.
La prima operazione è scattata la notte tra domenica e lunedì, quando una segnalazione al 112 ha allertato le volanti dell'Ufficio prevenzione generale della questura. Intorno alla mezzanotte, cittadini avevano visto due uomini incappucciati armeggiare con un flex sulla catena di un Piaggio Liberty parcheggiato in via dei Nebrodi. Gli agenti hanno localizzato i sospetti e sono intervenuti, ma i due hanno opposto resistenza e sono fuggiti a bordo di uno scooter elettrico.
La fuga è proseguita in direzione di via dei Nebrodi: i fuggitivi hanno poi abbandonato lo scooter e tentato di scappare a piedi, fermandosi dopo pochi metri quando sono stati raggiunti dagli agenti. I due arrestati, entrambi con le iniziali A.M. e di 30 e 29 anni, sono stati identificati e trattenuti nelle camere di sicurezza della questura.
Il giorno dopo i due sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sala; su richiesta del sostituto procuratore di turno Andrea Zoppi, il giudice ha convalidato gli arresti e disposto per entrambi la misura cautelare dell'obbligo di firma tre volte a settimana.
Operazione della Dia e Dda di Messina
La seconda operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) con supporto della Stazione Navale della Guardia di Finanza, ha riguardato un'inchiesta sul trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità mafiosa e su gravi reati ambientali.
Con un'ordinanza cautelare emessa dal Gip, sono state adottate misure nei confronti di tre persone: due fratelli sono stati posti agli arresti domiciliari e un imprenditore edile è stato raggiunto dalla misura interdittiva della sospensione dall'esercizio dell'attività imprenditoriale per un anno. È stata sequestrata un'impresa edile nella provincia di Messina e una vettura intestata a un prossimo congiunto di uno degli indagati.
La DIA ha inoltre eseguito il sequestro preventivo di tre aree utilizzate per lo sversamento illecito di materiali di risulta derivanti da attività edilizie. Ai reati ambientali contestati — tra cui attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e gestione di rifiuti non autorizzata — si affianca una complessiva notifica in corso di 21 avvisi di garanzia emessi dalla DDA.
Le indagini, come spiegato dagli inquirenti, hanno documentato la natura fittizia dell'intestazione di due autocarri e dell'impresa a favore dell'imprenditore raggiunto dalla misura interdittiva: in realtà i mezzi e l'attività erano riconducibili ai due fratelli. Tali autocarri sarebbero stati impiegati per movimento terra, trasporto e smaltimento di rifiuti.
Secondo gli elementi raccolti, i fratelli risultano coinvolti in quattro appalti pubblici — tra lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza di edifici pubblici (due scuole) e interventi per la riduzione del rischio alluvioni su torrenti della città — circostanza alla base della valutazione dell'aggravante mafiosa da parte del Gip.
Le attività investigative, supportate anche da servizi di osservazione con l'uso di droni e mezzi navali della Guardia di Finanza, hanno documentato oltre 50 trasporti e sversamenti di rifiuti speciali (materiali di demolizione edili) per un quantitativo complessivo stimato superiore a 200 metri cubi. I rifiuti sono stati accertati essere stati sversati in più siti, tra cui la foce di un torrente cittadino e terreni contigui, con conseguenti rischi sul piano idrogeologico.
Tra i materiali illecitamente smaltiti risultano anche rifiuti provenienti da lavori cimiteriali, inclusi conferimenti dal cimitero monumentale di Messina e dal cimitero di Granatari; anche queste aree sono state interessate dai sequestri disposti dagli inquirenti.
Le attività procedurali proseguono: i provvedimenti cautelari e i sequestri eseguiti rappresentano fasi di un'indagine complessa che gli uffici giudiziari e investigativi stanno ancora approfondendo, con ulteriori notifiche e atti in corso di esecuzione.