Messina, sequestrati beni per 182mila € a esponente del clan dei barcellonesi per gioco illegale
La Polizia sequestra due appartamenti: il Tribunale di Messina dispone confisca su proposta della DDA e della Questura.
La Polizia di Stato ha eseguito il sequestro e la successiva confisca di beni immobili per un valore stimato di circa 182.000 euro nei confronti di un soggetto ritenuto appartenente alla cosca mafiosa dei barcellonesi, responsabile, secondo gli inquirenti, della gestione del gioco d'azzardo e delle scommesse clandestine per il sodalizio.
Dettagli del provvedimento
Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Messina su proposta congiunta del procuratore della Repubblica e del questore e si inquadra nelle misure di prevenzione patrimoniale. L'operazione è il risultato di indagini svolte dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Messina e dalla Divisione Anticrimine della Questura, con riscontri anche dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
Gli atti investigativi hanno messo in luce come l'individuo, già condannato in via definitiva per aver favorito la latitanza di un esponente di primo piano della criminalità organizzata di Barcellona Pozzo di Gotto, fosse riconosciuto come il referente per le attività di gioco illegale del clan.
Ricostruzione patrimoniale e motivazioni
L'inchiesta patrimoniale ha permesso di ricondurre l'acquisto di due appartamenti, formalmente intestati alla figlia nel 2017, all'utilizzo di somme di denaro derivanti, in parte, dalla vendita di un immobile acquisito negli anni in cui l'indagato risultava imputato di una pericolosità sociale qualificata (dalla fine degli anni '90 almeno fino al 2013).
Sulla base di tale quadro probatorio il Tribunale ha disposto il sequestro e la confisca degli immobili ritenuti frutto del reimpiego di profitti illeciti, confermando l'esistenza di connessioni patrimoniali tra l'attività criminale e gli investimenti immobiliari.
L'operazione sottolinea l'azione congiunta della magistratura e delle forze di polizia nel contrasto alle reti di finanziamento mafioso attraverso il gioco clandestino e rappresenta un passo operativo nell'attività di prevenzione antimafia sul territorio.
Sono in corso le procedure formali previste per l'esecuzione del provvedimento; fonti istituzionali non hanno fornito ulteriori dettagli su eventuali sviluppi processuali o su altri beni oggetto di indagine.