Omicidio stradale ad Acireale: Beqaj condannato a 4 anni per la morte del 16enne Daniele

Il Gup riduce la pena da 6 a 4 anni per il rito abbreviato; rigettata la richiesta di patteggiamento a 3 anni.

A cura di Redazione
06 maggio 2026 05:48
Omicidio stradale ad Acireale: Beqaj condannato a 4 anni per la morte del 16enne Daniele -
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Il Gup di Catania, Maria Ivana Cardillo, ha condannato Rafaelo Beqaj a quattro anni di reclusione per il reato di omicidio stradale aggravato in relazione alla morte di Daniele Cantale Garano, 16 anni. Il fatto è avvenuto ad Acireale il 18 dicembre 2022: la pena deriva da una sentenza che ha ridotto una condanna iniziale a sei anni di reclusione di un terzo per la scelta del rito abbreviato.

Il fatto

Secondo le risultanze processuali, la vittima era a bordo di un motorino e procedeva sulla propria corsia quando è stata travolta dall'autovettura di grossa cilindrata guidata da Beqaj, che viaggiava controsenso. L'impatto, avvenuto in strada pubblica la sera del 18 dicembre 2022, ha provocato la morte del ragazzo. I magistrati hanno qualificato l'evento come omicidio stradale aggravato per le modalità di guida contestate all'imputato.

Procedimento e sentenza

L'imputato aveva formulato una richiesta di patteggiamento per una pena di tre anni, ma la domanda è stata rigettata dal gip di Catania. Il processo si è svolto con rito abbreviato: la sentenza di primo grado ha fissato una pena di sei anni, poi ridotta di un terzo in virtù del rito scelto, con la conseguente pronuncia definitiva di quattro anni di reclusione. Beqaj è stato difeso dall'avvocato Giovanni Avila.

Il Gup ha inoltre disposto la revoca della patente di guida nei confronti di Beqaj e ha condannato l'imputato al risarcimento dei danni e al pagamento di provvisionali a favore delle parti civili. Sono costituite parti civili i genitori, il fratello, la nonna e gli zii di Daniele, assistiti dagli avvocati Giuseppe Lo Faro, Micaela Menzella, Rino Licata e Tiziana Leonardi.

La pronuncia del Gup rappresenta un passaggio chiave del procedimento di primo grado: restano da chiarire eventuali sviluppi relativi ad impugnazioni o a ulteriori richieste delle parti, non riportate negli atti giudiziari resi pubblici finora.

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