Rapina alla farmacia di Messina: condannato a 3 anni un 24enne palermitano

Il gip ha riconosciuto le attenuanti: pena ridotta rispetto alla richiesta del pm dopo la rapina del 14 dicembre sul viale San Martino.

A cura di Redazione
12 maggio 2026 14:17
Rapina alla farmacia di Messina: condannato a 3 anni un 24enne palermitano -
Condividi

Si è chiuso oggi davanti al gip il procedimento con rito abbreviato a carico di un giovane palermitano di 24 anni, condannato a 3 anni di reclusione per la rapina compiuta il 14 dicembre alla farmacia "Di Perna" sul viale San Martino a Messina. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche, riducendo la pena rispetto alla richiesta del pubblico ministero.

Il verdetto

Il giudice per le indagini preliminari Nunzio De Salvo ha emesso la sentenza al termine del rito abbreviato, accogliendo le attenuanti generiche. Il pubblico ministero Fabrizio Monaco aveva chiesto una pena pari a 4 anni e 4 mesi; l'imputato era difeso dall'avvocata Carolina Stroscio. La decisione processuale ha dunque determinato una riduzione della pena rispetto alla richiesta del pm.

Fatti e indagini

La rapina è avvenuta nelle prime ore di apertura della farmacia: secondo la ricostruzione investigativa l'uomo sarebbe entrato nell'esercizio brandendo un taglierino, minacciando il personale e impossessandosi del contenuto della cassa, una somma pari a 90 euro. Durante l'assalto avrebbe simulato di avere un'arma nella tasca con la mano sinistra mentre l'altra mano restava occultata; subito dopo la sottrazione avrebbe pronunciato la frase «Non chiamate la polizia altrimenti vi ammazzo», rivolta ai dipendenti per garantirsi la fuga.

Le ricerche delle forze dell'ordine sono scattate immediatamente: le pattuglie hanno battuto le aree limitrofe ed esteso i controlli a luoghi di transito e accoglienza, ipotizzando che il responsabile potesse essere senza fissa dimora. Le indagini hanno portato gli agenti alla comunità "Fratelli Tutti", dove il sospettato è stato rintracciato poco dopo l'episodio ed è stato riconosciuto dagli operatori anche in base ai capelli, all'abbigliamento e alle caratteristiche fisiche. Nel corso dell'intervento l'uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità.

All'interno di una pochette in suo possesso gli inquirenti hanno trovato una banconota ritenuta provento del reato e una modica quantità di sostanza stupefacente, elementi acquisiti agli atti dell'inchiesta.

Profilo dell'imputato

Dagli atti processuali emerge che il 24enne è di origine palermitana e versava in condizioni di grave marginalità sociale, con problemi di tossicodipendenza e senza fissa dimora. Tali circostanze sono state valutate nel corso del procedimento e hanno inciso sul riconoscimento delle attenuanti generiche da parte del gip.

Il procedimento si è concluso con la pronuncia odierna del giudice, che ha dunque inflitto la pena definitiva in relazione ai fatti contestati del 14 dicembre.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia