Reset, altri nove indagati per presunto assenteismo: timbrature sospette e danni fino a 50 euro

La procura convoca gli operai della municipalizzata: assenze tra settembre e novembre, reato ipotizzato truffa.

A cura di Redazione
07 maggio 2026 07:36
Reset, altri nove indagati per presunto assenteismo: timbrature sospette e danni fino a 50 euro -
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Palermo. La procura ha iscritto nove nuovi indagati nell'ambito dell'inchiesta su presunti casi di assenteismo alla Reset, la società comunale che si occupa di manutenzione del verde, igiene e decoro urbano. Gli operai sono accusati di essersi allontanati senza permesso per fare la spesa, prelevare al bancomat, andare al bar, fare il pieno di benzina o eseguire lavori in proprio. Il periodo contestato va da settembre a novembre 2024 e il reato ipotizzato è truffa; i danni contestati per singolo episodio oscillano tra 9 e 50 euro.

Indagati

  • Baldassarre Basile

  • Salvatore Basile

  • Maurizio Giuliano

  • Giosuè Leto

  • Roberto Massaro

  • Antonio Mercante

  • Domenico Musacchia

  • Matteo Orlando

  • Giuseppe Santonocito

La lista si aggiunge a quella degli altri già indagati nell'inchiesta: in precedenza erano stati iscritti una ventina di indagati e quattro messi notificatori.

Secondo l'ipotesi investigativa, gli operai si sarebbero avvalsi di una pratica di favore reciproco, timbrando i cartellini per i colleghi assenti nella sede operativa di viale Strasburgo. Le presunte assenze sono descritte come durate al massimo “una manciata di ore”, e gli importi contestati per singolo episodio restano contenuti.

La procura della Repubblica ha chiesto l'emissione di una misura cautelare e il giudice per le indagini preliminari Emanuela Carrabotta ha convocato gli indagati nei prossimi giorni per gli interrogatori preventivi. Gli interessati, che ora dovranno rendere chiarimenti, potranno difendersi e presentare la propria versione dei fatti durante le audizioni.

I nomi appena emersi si sommano agli altri già ascoltati dal gip Micaela Raimondo, che ha già svolto interrogatori su un gruppo distinto di indagati e non ha ancora sciolto la riserva sulle misure richieste dalla procura.

L'inchiesta resta aperta e indirizzata a ricostruire modalità e responsabilità: la fase cautelare e gli interrogatori dei prossimi giorni saranno determinanti per valutare l'effettiva portata delle contestazioni e le eventuali conseguenze per la gestione della società comunale. Gli indagati, intanto, potranno formalmente fornire spiegazioni alla magistratura e alle parti coinvolte.

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