Sequestrati 39 cripto‑ATM e 380mila euro: amministrazione giudiziaria per exchange con attività in 27 province

La Guardia di Finanza esegue provvedimenti della Procura e del Tribunale di Bologna per abusivismo finanziario e rischio riciclaggio.

14 maggio 2026 08:34
Sequestrati 39 cripto‑ATM e 380mila euro: amministrazione giudiziaria per exchange con attività in 27 province -
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Le Fiamme Gialle di Bologna hanno eseguito il sequestro di 39 cripto‑ATM, 380mila euro in contanti e di un sito web, e il Tribunale ha disposto l'amministrazione giudiziaria di una società che operava come exchange di criptovalute su tutto il territorio nazionale. I provvedimenti sono stati adottati su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna e si fondano sull'art. 34 del codice delle leggi antimafia.

Dettagli dell'inchiesta

L'operazione è stata condotta dal Comando Provinciale di Bologna, con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata. Le misure cautelari includono il sequestro dei dispositivi, del denaro contante e del dominio web usato per pubblicizzare l'attività.

Dalle indagini è emerso che una S.r.l. con sede a Bologna, ma con cripto‑ATM dislocati in 27 province (da Torino a Catania), operava senza le necessarie autorizzazioni previste dalla normativa di settore e ha agevolato il riciclaggio di proventi illeciti. La società impiegava sportelli automatici dall'apparenza simile ai bancomat tradizionali ma con funzionalità diverse.

I dispositivi sequestrati permettevano di convertire denaro contante in criptovalute e viceversa: acquisto e vendita di bitcoin, ethereum e altre valute virtuali con denaro fisico. Le indagini hanno rilevato che circa il 20% delle transazioni era riconducibile a operazioni a rischio riciclaggio e che la società ha facilitato conversioni per svariati milioni di euro da parte di una platea di utenti, molti dei quali indiziati di gravi reati.

La Procura segnala inoltre che, a partire dal 1° gennaio 2026, l'impresa ha operato in Italia in regime di abusivismo, priva dei requisiti richiesti dalla disciplina di settore. Per questo motivo è stata contestata la fattispecie di abusivismo finanziario e disposta l'amministrazione giudiziaria degli asset aziendali dell'exchange.

Il Tribunale di Bologna ha nominato un amministratore incaricato di introdurre più efficaci presidi di legalità e procedure per la gestione del rischio di riciclaggio, con l'obiettivo di bloccare le condotte illecite e ristabilire la conformità normativa. Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura per accertare responsabilità penali e la completa ricostruzione delle movimentazioni finanziarie.

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