Taormina: salvata una 24enne da una mediastinite grave grazie a un intervento d'urgenza

Al pronto soccorso con dolore al collo, diagnosi rapida e intervento multidisciplinare all'ospedale San Vincenzo hanno evitato il peggio.

A cura di Redazione
15 maggio 2026 09:31
Taormina: salvata una 24enne da una mediastinite grave grazie a un intervento d'urgenza -
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Una ragazza di 24 anni è stata salvata da una gravissima mediastinite all'ospedale San Vincenzo di Taormina, dopo essersi presentata al pronto soccorso con un forte dolore al collo, debilitazione e una vistosa tumefazione.

Visitata nel reparto di Otorinolaringoiatria dal dott. Salvatore Chiarenza, la paziente è stata sottoposta d'urgenza a TAC eseguita dal dott. Pietro Carbonaro. Le immagini hanno evidenziato un ascesso originato dalle tonsille che aveva invaso il collo e si era esteso fino al mediastino, area centrale del torace che ospita organi vitali. La diagnosi configurava una emergenza estrema: la mediastinite, definita dai medici una delle complicanze infettive più temute e spesso fatali.

Le immagini diagnostiche sono state inviate immediatamente per via telematica alla responsabile del reparto, la dott.ssa Serenella Palmeri, e al dott. Nicolò Politi, che sono rientrati in ospedale dopo una procedura complessa eseguita in mattinata. I medici hanno valutato la gravità del quadro e hanno disposto l'intervento chirurgico con la massima urgenza.

Intervento e gestione anestesiologica

Nel giro di un'ora il team ha messo la paziente in sicurezza. Le anestesiste Sonia Di Stefano e Maria Frisina, con il primario di anestesia e rianimazione Giacomo Filoni, hanno individuato la soluzione organizzativa per liberare un posto in Rianimazione e procedere all'operazione. Un paziente stabile è stato trasferito dalla Rianimazione al reparto di Otorino per consentire l'intervento salvavita.

L'operazione è stata descritta come difficilissima, condotta "sul filo del rasoio" sia dal punto di vista chirurgico che anestesiologico. Fondamentale è stato il contributo degli infermieri Marisa Smiroldo, Cettina Brancato e Giovanni Petralia, insieme agli altri membri dell'equipe multidisciplinare.

Nei giorni successivi i clinici hanno affrontato una gravissima sepsi già in corso al momento dell'arrivo e una violenta tempesta tiroidea, uno scompenso endocrino insorto durante l'infezione. Il caso ha richiesto il lavoro coordinato di otorinolaringoiatri, endocrinologi, cardiologi, anestesisti, infermieri e fisioterapisti. Giorno dopo giorno la paziente ha mostrato un miglioramento: è stata stabilizzata, estubata, trasferita in Otorinolaringoiatria e infine dimessa, in un momento carico di commozione per l'equipe e la famiglia.

La Direzione Strategica dell'Asp di Messina — con il direttore generale Giuseppe Cuccì, il direttore amministrativo Giancarlo Niutta e il direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi — ha espresso apprezzamento per l'intervento: «Una dimostrazione concreta di cosa la sanità pubblica può fare quando competenza, organizzazione e lavoro di squadra si uniscono di fronte a un'emergenza». Il caso è stato raccontato come esempio di dedizione, professionalità e umanità del personale sanitario.

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