Un viaggio tra patrimonio e spiritualitĂ : la delegazione Migrantes Piemonte esplora Messina
Un viaggio emozionante tra storia e fede in Sicilia! Scopri i luoghi simbolo di Messina con la delegazione Migrantes Piemonte. 🌅🙏✨
Migrantes Piemonte a Messina: Un Viaggio tra Storia e Accoglienza
Il 20 maggio 2026, una delegazione di Migrantes Piemonte, guidata da Mons. Marco Prastaro, Vescovo di Asti, e dal direttore regionale Sergio Durando, ha intrapreso una giornata significativa a Messina, focalizzata sulla comunione tra le comunità ecclesiali e sull’accoglienza dei migranti. La cronaca di questa intensa giornata è affidata a diac. Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio regionale per le Migrazioni.
Un’inizio imperdibile tra bellezze storiche
La visita è iniziata al Sacrario di Cristo Re, un luogo che ha permesso ai partecipanti di contemplare la splendida vista sullo Stretto di Messina. Qui, la delegazione ha reso omaggio ai caduti delle guerre mondiali, riflettendo sulla connessione tra Piemonte e Sicilia attraverso l’architettura barocca, che ricorda la Basilica di Superga.
Successivamente, la delegazione si è diretta al Santuario della Madonna di Montalto, un’istituzione storica risalente ai Vespri Siciliani del 1282. Don Lorenzo Campagna, parroco del santuario, ha accompagnato il gruppo, offrendo un insight sulla storia locale e sul significato spirituale del luogo.
Un momento di spiritualitĂ nella Cattedrale
Il tour è proseguito con la visita alla Cattedrale di Messina, dove la delegazione ha partecipato a una Santa Messa all’altare del Santissimo Sacramento. Il momento è stato arricchito dall’esecuzione di un brano al monumentale organo Tamburini, creando un’atmosfera di profonda spiritualità . Qui, i partecipanti hanno potuto scoprire le meraviglie del Duomo, incluse la Cripta e il Museo del Tesoro, e ammirare il carosello delle statue del campanile, un emozionante simbolo di fede e storia.
La ricchezza del patrimonio architettonico
La giornata è culminata con una visita alla Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, un elegante esempio di architettura normanna. La delegazione ha esplorato gli stili bizantino, arabo e romanico che si intrecciano in questo gioiello architettonico, rimasto intatto nonostante i terremoti che hanno colpito la città .
Un pomeriggio di confronto e dialogo
Dopo un pranzo alla Istituto Teologico San Tommaso dei padri salesiani, il pomeriggio è stato dedicato a lavori assembleari, aperti da un caloroso saluto dell’Arcivescovo di Messina, Mons. Giovanni Accolla. Questo incontro ha rappresentato un dialogo prezioso tra le due Chiese, mirato alla crescita della pastorale migratoria.
Mons. Prastaro ha sottolineato il “valore dell’esperienza”, enfatizzando il calore e l’ospitalità che caratterizzano la Sicilia. Diac. Tornesi ha fatto un excursus sulla presenza dei migranti a Messina, evidenziando l’evoluzione della risposta della Chiesa, da un approccio iniziale emergenziale a una cura spirituale duratura e profonda.
Affrontare le sfide delle migrazioni forzate
Un tema centrale del pomeriggio è stato l’approccio della Chiesa alle migrazioni forzate, una problematica emergente dal 2014 con l’inizio delle operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Elena De Pasquale, volontaria, ha fornito un’analisi della progressiva strutturazione del sistema di accoglienza, passando da risposte improvvisate a un’organizzazione più solida.
Il focus si è poi spostato sugli studenti internazionali dell’Ateneo messinese, la cui presenza è aumentata del 406% negli ultimi cinque anni. Suor Stella Johnjoseph ha condiviso le sfide e i successi dell’accoglienza di questi studenti, mentre testimonianze toccanti hanno messo in luce l’importanza di sentirsi a casa in un nuovo contesto.
Un finale di celebrazione e convivialitĂ
La giornata si è conclusa con un momento di festeggiamento, arricchito da esibizioni culturali delle Cappellanie filippina e srilankese, culminando in interpretazioni musicali di canzoni di Ivano Fossati. La convivialità ha rappresentato un momento di unione, preparandosi per la partenza verso Pozzallo e Ragusa.
Nel complesso, questo viaggio rappresenta un ponte di solidarietà , un simbolo tangibile della comunione tra le diverse realtà ecclesiali e un impegno concreto per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti.