Violenza su minore: confermate in appello le condanne per due ex calciatori dell'Acr Messina

La Corte d'Appello conferma 6 anni a Crisci e 2 anni (sospesi) a Cretella per fatti avvenuti a Messina nel 2020 durante il lockdown.

A cura di Redazione
14 maggio 2026 14:14
Violenza su minore: confermate in appello le condanne per due ex calciatori dell'Acr Messina -
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La Corte d’Appello di Messina ha confermato le condanne nei confronti di due ex calciatori dell’Acr accusati di violenza sessuale su una ragazza che all’epoca aveva 14 anni. I giudici hanno ribadito la pena di sei anni di reclusione per Clemente Crisci e la condanna a due anni, con sospensione della pena, per Carmine Cretella.

I fatti contestati risalgono a novembre 2020, nel pieno del lockdown nazionale, e sarebbero avvenuti nel quartiere di Messina dove risiedevano gli imputati e la minorenne. Secondo l’accusa la ragazza sarebbe entrata in contatto con uno dei due e successivamente sarebbe stata invitata nell’abitazione frequentata dai due ex giocatori.

Dettagli dell'accusa

Le indagini, coordinate dalla Procura e svolte dalla Squadra mobile, ricostruiscono che una terza persona, mai identificata, avrebbe impedito alla giovane di lasciare la stanza in cui si trovava. In quel contesto, secondo l’ipotesi accusatoria, Crisci avrebbe costretto la minorenne a subire atti sessuali. Le autorità inquirenti avevano inizialmente contestato l’ipotesi di violenza sessuale aggravata.

Iter processuale

L’inchiesta era partita dopo la denuncia presentata dal padre della ragazza. La giovane si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Domenico Andrè; i due imputati sono stati difesi dall’avvocato Fabio Leone di Benevento. Il primo grado si era concluso nel giugno 2025 davanti alla Prima sezione penale del Tribunale di Messina, con la condanna a sei anni per Crisci e a due anni con sospensione per Cretella, e con una provvisionale di 15.000 euro riconosciuta alla parte civile.

Nel processo d’appello è stata confermata anche la condanna al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese legali sostenute dalla parte civile. In primo grado il pubblico ministero Anna Maria Arena aveva chiesto pene più severe: nove anni per Crisci e sei anni per Cretella.

Fonti processuali citano che la vittima, ascoltata più volte durante le indagini, è rimasta profondamente traumatizzata e ha ricevuto assistenza da specialisti. La presenza della terza persona indicata dagli investigatori resta, secondo gli atti, non identificata.

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