A Gibilmanna la Chiesa siciliana si ritrova: sinodalità, pace e impegni per il territorio
Alla XXXIV Giornata Mariana 220 presbiteri e 14 vescovi: sinodalità, ascolto dei poveri e progetti per contrastare lo spopolamento.
Il santuario di Gibilmanna, curato dai padri Cappuccini, è stato teatro il 4 giugno della XXXIV Giornata Mariana regionale: un incontro che ha visto la partecipazione di 220 presbiteri e 14 vescovi, accolti dalla comunità del Seminario e dalle forze dell’Ordine. La data era stata posticipata a causa dell’Assemblea Generale della CEI: un appuntamento segnato dalla volontà di mettere al centro la pace e la sinodalità nella vita della Chiesa siciliana.
La relatrice dell’incontro è stata sr. Nathalie Becquart, sottosegretaria della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, che ha sviluppato il tema "Con Maria operatori di pace". Nel suo intervento ha sottolineato come la sinodalità sia intrinsecamente legata alla costruzione della pace, richiamando in particolare il ruolo delle donne, dei giovani e dei poveri. A più riprese ha invitato i presenti a farsi interrogare dalla domanda: “Qual è il grido silenzioso di pace del vostro popolo, nel contesto della vostra terra di Sicilia?”.
Sr. Nathalie ha messo in rilievo il carattere contemplativo della sinodalità, richiamando l’episodio dell’Annunciazione in cui Maria prima ascolta e poi dà il suo assenso: un modello di ascolto interiore e discernimento che, secondo la relatrice, è fondamentale per promuovere una pace donata dallo Spirito Santo. Ha inoltre richiamato l’immagine della Chiesa come segno di unità e ha evocato passaggi di testi conciliari come Lumen Gentium per sostenere la chiamata a una comunione che supera logiche di dominazione.
Un invito alla pace e alla comunione
La giornata è proseguita con la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Antonino Raspanti, presidente della CESi. Nell’omelia il presule ha richiamato il valore della comunione ecclesiale come riflesso della Trinità e ha messo in guardia dal rischio che il ministero sacerdotale cada in logiche di protagonismo, efficienza e produttività. "La grande sfida per la Chiesa e per ogni sacerdote è vivere fino in fondo la comunione alla quale siamo chiamati", ha detto, invitando i sacerdoti a riconoscere che la vera fecondità nasce dall’adesione alla volontà di Dio e dall’accoglienza della Sua grazia.
Mons. Raspanti ha inoltre evidenziato l’importanza del silenzio e della preghiera come spazi privilegiati per l’incontro con il Signore e ha richiamato il significato del celibato sacerdotale come segno di una vita donata a Dio e al servizio dei fratelli. Ha spronato la Chiesa siciliana a non lasciarsi guidare esclusivamente dai numeri, ma a contare sulla forza generativa del Vangelo, rendendosi presente alle sfide del territorio: dal calo demografico allo spopolamento delle comunità, fino ai fenomeni migratori.
In apertura il vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante, ha rivolto parole di benvenuto ricordando il senso di pace e di armonia con il creato che caratterizza Gibilmanna. Ha inoltre sottolineato l’impegno della diocesi nel valorizzare le risorse locali e promuovere attività con prodotti del territorio per favorire opportunità che possano aiutare le giovani generazioni a restare nei propri paesi, contrastando la tendenza allo spopolamento.
Dopo la celebrazione, la comunità ha condiviso un pranzo preparato con prodotti locali dai volontari di diverse associazioni: un gesto che ha reso tangibile l’accoglienza e la partecipazione popolare all’evento. Come ricordo della giornata, a ciascun sacerdote è stata donata una stola ricamata dalla cooperativa "Tessere opportunità" di Caltavuturo, un laboratorio di cucito sociale per donne disoccupate promosso dalla Caritas e dalla Diocesi di Cefalù.
In concomitanza con la Giornata, il 3 giugno si è riunita anche la Commissione Presbiterale Siciliana presso il Seminario diocesano. I membri della Commissione hanno dialogato con sr. Nathalie sulla tematica "Una visione del ministero sacerdotale alla luce del Sinodo", interrogandosi su come praticare la sinodalità come metodo di ascolto nello Spirito nelle chiese locali. Al termine dei lavori la Commissione ha visitato la Casa-alloggio Regina Elena e Carlo Acutis, gestita dalla fondazione omonima diretta da don Giuseppe Licciardi.
La giornata a Gibilmanna si è chiusa lasciando un messaggio chiaro agli operatori pastorali: la Chiesa siciliana è chiamata a farsi segno di speranza, a promuovere la comunione e ad ascoltare i bisogni reali delle comunità. Tra meditazione, confronti e gesti concreti — dalla promozione dei prodotti locali al sostegno a progetti sociali — l’appuntamento ha provato a trasformare la riflessione sul sinodo in pratiche capaci di incidere sul tessuto sociale della Sicilia.
Fact Check
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Verificato il: 05 giugno 2026