Cassazione annulla con rinvio la misura cautelare per Filippo Torre nell'inchiesta sul tentato omicidio
La Suprema Corte ordina al Riesame di Messina di rivalutare l'aggravante del metodo mafioso e le esigenze cautelari; Torre resta detenuto per altra condanna.
La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Messina che aveva confermato la misura cautelare nei confronti di Filippo Torre, imputato nel procedimento sul tentato omicidio di Giuseppe Aricò. La decisione, presa nella camera di consiglio del 18 giugno, dispone il ritorno degli atti al Riesame per una nuova valutazione.
I giudici supremi hanno accolto parzialmente il ricorso della difesa — assistita dagli avvocati Tommaso Calderone (sostituito in udienza da Fabio Catania) e Massimo Alosi — ritenendo necessario riesaminare in particolare la sussistenza dell'aggravante prevista dall'articolo 416-bis.1 del codice penale e le correlate esigenze cautelari. Gli atti tornano così al Tribunale del Riesame di Messina per una nuova pronuncia.
Torre era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere il 20 gennaio scorso nell'ambito dell'indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto. L'accusa riguarda il tentato omicidio di Giuseppe Aricò, ferito con otto colpi d'arma da fuoco il 13 aprile 2006 nei pressi della propria abitazione.
L'inchiesta, rimasta per anni senza un presunto responsabile, è stata riaperta nel 2022 sulla base delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Gli approfondimenti della Procura hanno portato a ipotizzare che l'agguato sia maturato nelle dinamiche interne alla famiglia mafiosa dei "Barcellonesi", in particolare per contrasti legati alla gestione del traffico di stupefacenti.
La pronuncia della Cassazione non incide sull'attuale stato di detenzione di Torre: l'imputato è infatti già trattenuto in carcere per scontare una condanna definitiva per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Nel frattempo il processo di merito sul tentato omicidio è in corso davanti al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto.
Con il rinvio la valutazione che il Tribunale del Riesame dovrà compiere riguarda due profili principali: la configurabilità dell'aggravante del metodo mafioso (art. 416-bis.1) e la sussistenza delle esigenze cautelari richieste dalla normativa. Le possibili determinazioni del Riesame vanno dalla conferma della misura all'eventuale modifica o revoca, sulla base della rivalutazione probatoria e dei rischi cautelari.
L'articolo 416-bis.1 codifica l'ipotesi aggravata collegata all'uso del metodo mafioso o all'appartenenza ad organizzazioni di tipo mafioso: la sua applicazione incide su misure cautelari, impianti accusatori e, in caso di condanna, sul quantum della pena. Per questo motivo la verifica della sua sussistenza costituisce un nodo centrale nel procedimento in corso.
I prossimi passaggi procedurali prevedono che il Tribunale del Riesame di Messina esamini nuovamente gli atti alla luce delle indicazioni della Suprema Corte. Seguiranno le eventuali impugnazioni e la prosecuzione del processo di merito; le decisioni riguarderanno sia profili procedurali sia la valutazione complessiva delle prove e degli indizi raccolti dagli inquirenti.