Kevin Pipitone rompe il silenzio: 'Mio padre non c’è mai stato, le vere vittime sono mia madre e Piero'

Il fratello di Denise contesta le dichiarazioni del presunto padre e accusa iniziative mediatiche: 'Si cerca visibilità, non verità'.

A cura di Redazione Redazione
07 giugno 2026 11:31
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Kevin Pipitone rompe il silenzio: 'Mio padre non c’è mai stato, le vere vittime sono mia madre e Piero' -
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Dopo anni di silenzio, Kevin Pipitone ha deciso di intervenire pubblicamente dalla capitale per criticare le affermazioni attribuite a Tony Pipitone e per ribadire il ruolo centrale della madre e di Pietro Pulizzi nella vita sua e di Denise. Le accuse di Kevin, riportate dall'Agenzia Dire, pongono al centro la questione dell'assenza paterna e della gestione mediatica della vicenda.

Kevin sostiene che lui e la sorella «siamo stati cresciuti da mia madre» e accusa chi oggi rivendica il titolo di padre di non aver mai provveduto al mantenimento economico ed emotivo dei figli. Nel testo, definisce Pietro Pulizzi l'esempio di chi ha agito con dedizione nei confronti di Denise senza chiedere niente in cambio.

Il fratello di Denise contesta inoltre le mosse di chi, a suo avviso, sembra più interessato alla visibilità che alla ricerca della verità. Kevin cita dichiarazioni di ex magistrati e domanda perché certe illazioni siano emerse solo ora, sollevando dubbi sull'efficacia delle indagini del 2004 e invitando a un esame di coscienza su chi, nel tempo, abbia davvero cercato la verità.

Nella lettera aperta, Kevin richiama una frase attribuita al signore che oggi rivendica il ruolo di padre: secondo Kevin, sarebbe stata pronunciata l'idea che 'Denise è nata in un contesto sbagliato' e che questo avrebbe potuto giustificarne la scomparsa. Il fratello parla di una contraddizione tra quelle parole e il presunto disinteresse mostrato in anni precedenti, e contesta la mancata coerenza di chi ora pretende rilanci mediatici.

Più volte Kevin sottolinea che, se ancora oggi si parla di Denise, lo si deve alla tenacia della madre e non a chi si è defilato in passato. Le sue parole sono una richiesta esplicita di rispetto verso colei che, secondo lui, ha portato avanti la memoria della figlia e la ricerca di giustizia.

Le affermazioni di Kevin, riprese dall'Agenzia Dire, riaprono un confronto acceso attorno alla gestione pubblica del caso e alle responsabilità familiari. I toni della nota sono duri: il fratello di Denise avverte che non permetterà che le sue parole vengano strumentalizzate e difende la propria autonomia di giudizio rispetto a informazioni e pressioni esterne.

Il richiamo costante al 2004 e alle modalità investigative di allora introduce nuove domande sul percorso giudiziario e mediatico seguito negli anni. Kevin invita quindi a distinguere tra chi ha lavorato per la verità e chi, secondo lui, ha perseguito solo un tornaconto di immagine.

La vicenda rimane al centro dell'attenzione pubblica: le parole di Kevin rappresentano una nuova presa di posizione della famiglia diretta contro dichiarazioni ritenute ingiuste e riportano al centro il tema delle vittime collaterali a questa tragedia, ovvero la madre di Denise e Pietro Pulizzi, indicati dall'autore della nota come i veri danneggiati dal comportamento di chi si è dichiarato padre solo in tempi recenti.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 07 giugno 2026

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