Palermo, nuova intimidazione alla pizzeria Ulisse di Tommaso Natale: Zacco esprime solidarietà
Il consigliere Ottavio Zacco chiede responsabilità dopo il secondo atto intimidatorio contro la pizzeria Ulisse; titolari scossi e comunità in allarme.
Un nuovo atto intimidatorio ha colpito la pizzeria Ulisse nel quartiere di Tommaso Natale a Palermo, suscitando la presa di posizione del consigliere comunale Ottavio Zacco. Zacco ha espresso la sua vicinanza ai titolari e a tutto il personale, definendo l'episodio «vile» e segnalando che si tratta di un secondo episodio dopo una precedente intimidazione.
Dopo la prima intimidazione, il consigliere racconta di aver incontrato personalmente i titolari e di averli trovati «profondamente scossi, preoccupati e con la sensazione di essere stati lasciati soli». Con il nuovo e — a suo dire — più grave episodio, lo stato d'animo della famiglia e dei dipendenti risulta ancora più pesante.
La pizzeria è descritta come un'attività ventennale portata avanti con sacrificio: secondo Zacco, quanto accaduto non riguarda soltanto un singolo imprenditore o una famiglia, ma «riguarda l'intera comunità palermitana». Il riferimento mette in evidenza il possibile effetto intimidatorio sull'economia locale e sulla vita sociale del quartiere.
Reazioni e richieste
Zacco ha chiesto che non si limiti la risposta all'«indignazione di circostanza» ogni volta che un'attività commerciale viene presa di mira. «Chi lavora onestamente e continua a tenere alzata la saracinesca non deve essere lasciato solo. Ognuno si assuma la propria **responsabilità secondo le proprie competenze»», ha dichiarato il presidente della VI commissione consiliare.
Al momento non sono stati resi noti dettagli pubblici sugli autori dell'intimidazione né sugli eventuali sviluppi delle indagini. La richiesta di Zacco è rivolta alle istituzioni locali e agli organismi competenti affinché intervengano per garantire sicurezza e tutela alle attività commerciali colpite.
La vicenda riapre il dibattito sulla protezione delle imprese locali e sulla capacità delle istituzioni di fornire risposte concrete in presenza di atti finalizzati a imporre paura, silenzio e sottomissione. In attesa di ulteriori informazioni, la comunità e gli operatori del territorio restano in allerta.
Fact Check
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Verificato il: 09 giugno 2026