Palermo, revocati 8,216,500 € per l’impianto rifiuti ingombranti a Bellolampo: M5S chiede chiarimenti urgenti all’assessore Alongi
La Determinazione Dirigenziale revoca il finanziamento POC_PA_1.2.1.e; il M5S chiede che Alongi riferisca in Consiglio su responsabilità e rimedi.
La Giunta comunale di Palermo ha revocato un finanziamento di 8.216.500 euro destinato alla realizzazione di un impianto per il trattamento e il recupero dei rifiuti ingombranti a Bellolampo. La decisione è contenuta nella Determinazione Dirigenziale n. 8641 del 12/06/2026 e riguarda l'intervento identificato come POC_PA_1.2.1.e; secondo gli uffici sarebbe risultata l'impossibilità di completare l'opera entro il termine fissato al 31 dicembre 2026, condizione per l'ammissibilità della spesa.
Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Antonino Randazzo, ha definito il provvedimento «un fallimento gestionale e politico imperdonabile» che certifica la paralisi amministrativa del Comune. Randazzo ha sollecitato che l'assessore all'Ambiente Alongi riferisca con urgenza in Consiglio comunale per spiegare le ragioni del blocco dell'iter, chiarire eventuali responsabilità e illustrare le iniziative per completare comunque l'opera strategica per la città.
La Determinazione Dirigenziale riporta che il progetto era stato ammesso a finanziamento nel marzo 2021 e che la revoca è stata disposta dopo una ricognizione interna sugli stati di avanzamento. La scadenza del 31 dicembre 2026 è indicata come termine ultimo per la rendicontazione e la chiusura delle attività utili all'ammissibilità della spesa; il mancato rispetto di tale termine, secondo gli uffici, ha reso quindi necessario procedere alla revoca del finanziamento.
Dettagli e possibili impatti
La perdita di oltre 8 milioni di euro comporta effetti concreti sulla capacità dell'amministrazione comunale di intervenire nella gestione dei rifiuti ingombranti e sulla transizione verso un'economia circolare. A Palermo la gestione dei rifiuti è già descritta come una situazione di emergenza, con disservizi che incidono quotidianamente sui cittadini e costi di raccolta e smaltimento che si ripercuotono sulle casse comunali.
Dal punto di vista politico-amministrativo, la revoca apre scenari di responsabilità e possibili rimedi: i commissari o gli uffici tecnici potrebbero verificare la possibilità di chiedere proroghe all'ente finanziatore, riprogrammare l'intervento o avviare procedure alternative per recuperare risorse. Al contempo, la decisione aumenta la pressione sul governo cittadino perché chiarisca i motivi tecnici e gestionali che hanno portato al blocco dei lavori.
I rappresentanti del M5S chiedono che il Consiglio comunale sia messo in condizione di valutare il caso con documenti ufficiali e con le spiegazioni dell'assessore Alongi. Per i cittadini si profila il rischio di ulteriore rallentamento nei servizi dedicati ai rifiuti ingombranti, con possibili ripercussioni economiche e ambientali se non saranno individuate soluzioni rapide.
La vicenda resta aperta: oltre alla convocazione richiesta in Consiglio, rimane da monitorare l'eventuale comunicazione da parte dell'ente finanziatore sui termini amministrativi e le possibilità di ripristino del contributo, nonché le iniziative che l'Amministrazione comunale intenderà adottare per evitare la perdita definitiva delle risorse e per garantire la gestione dei rifiuti ingombranti nella città.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 13 giugno 2026