Ravenna: arrestati 5 presunti rapinatori per la rapina alla filiale di San Zaccaria

I Carabinieri arrestano cinque indagati per il colpo del 25 febbraio; bottino circa 40mila euro, due 'basisti' nel Forlivese.

A cura di Redazione
10 giugno 2026 14:47
Ravenna: arrestati 5 presunti rapinatori per la rapina alla filiale di San Zaccaria -
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Cinque persone sono state arrestate nei giorni scorsi dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Ravenna, con il supporto delle stazioni di Forlì-Cesena e Catania: secondo gli inquirenti sarebbero gli autori della rapina messa a segno il 25 febbraio ai danni della filiale della banca di San Zaccaria, con un bottino stimato in circa 40mila euro.

Tre dei fermati risultano residenti nella provincia di Catania, mentre altri due — ritenuti i presunti basisti dell'operazione — sono stati bloccati nel Forlivese. Tutti gli indagati sono uomini, con età comprese tra i 41 e i 57 anni, e vantano precedenti penali, secondo quanto emerso dagli atti.

Indagini e ricostruzione

Dalle verifiche svolte dai militari è emerso che la rapina sarebbe stata eseguita intorno alle 12.25: i malviventi, entrando nella filiale, avrebbero sottratto telefoni cellulari a clienti e dipendenti e li avrebbero costretti a rimanere nell'area dei servizi igienici per impedire ogni contatto con l'esterno durante le fasi del colpo. I carabinieri precisano che, nel corso delle perquisizioni, nessuna arma è stata utilizzata né è stata trovata.

I rapinatori si sarebbero impossessati del denaro presente nelle casse e sarebbero poi rapidamente fuggiti dai locali. A rendere più complessa la ricostruzione investigativa è stato il fatto che gli autori materiali provenissero da fuori regione e si fossero appoggiati a referenti locali per la logistica.

Secondo gli investigatori, i due soggetti identificati come basisti avevano un ruolo chiave: conoscevano il territorio, accompagnavano i componenti della banda nei sopralluoghi e guidavano i mezzi durante l'avvicinamento e la fuga. I veicoli impiegati sarebbero stati scelti con cura per non essere facilmente riconducibili ai presunti basisti; tra le ipotesi investigative figura anche la possibilità che siano stati reperiti a noleggio o selezionati per non attirare sospetti.

Determinanti per le indagini sono state le analisi tecniche, l'esame delle immagini di videosorveglianza e una prolungata attività di osservazione, pedinamento e monitoraggio sul territorio, che hanno permesso ai militari di collegare i movimenti e i contatti tra i componenti della presunta banda.

Nel corso dell'inchiesta i carabinieri hanno inoltre documentato la preparazione di almeno altre due possibili rapine — una nel Ravennate e una in provincia di Torino — che, però, non sarebbero mai state portate a termine. Le attività investigative proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e il coinvolgimento di eventuali ulteriori complici.

Gli arresti resteranno ora al centro delle procedure giudiziarie: gli indagati sono formalmente sottoposti a provvedimenti restrittivi e le autorità competenti proseguiranno con gli accertamenti per definire l'intera rete operativa alla base del colpo.

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