Strage di Altavilla: pm chiede due ergastoli per Fina e Carandente, 30 anni per Giovanni Barreca

Il pubblico ministero parla di "mattanza": richieste di pena al termine della requisitoria, udienza rinviata al 10 giugno.

A cura di Redazione
05 giugno 2026 13:46
Strage di Altavilla: pm chiede due ergastoli per Fina e Carandente, 30 anni per Giovanni Barreca -
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Il pubblico ministero di Termini Imerese, Manfredi Lanza, ha chiesto due ergastoli per Sabrina Fina e Massimo Carandente e 30 anni di reclusione per Giovanni Barreca nel processo per la strage di Altavilla del febbraio 2024. Le richieste sono state illustrate al termine di una requisitoria durata oltre tre ore, durante la quale il pm ha definito quanto accaduto nella villetta «una vera e propria mattanza». Angelo Cavallo, procuratore capo, ha seguito la requisitoria accanto al magistrato.

Requisitoria e richieste di pena

Secondo il pm Lanza, coordinatore delle indagini, nella villetta alla periferia di Altavilla furono perpetrate sevizie e atrocità ai danni di Antonella Salamone e dei suoi due figli, Kevin, 17 anni, ed Emanuel, 5 anni. Per scacciare i «demoni», ha ricostruito il magistrato, la coppia di Sferracavallo avrebbe imposto interrogatori di matrice religiosa e costretto le vittime a bere un «caffè amaro». Nel corso della requisitoria il pm ha raccontato anche di segni di tortura, tra cui un morso sul polpaccio di Sabrina Fina ritenuto compatibile con il tentativo di difesa di una delle vittime. Le richieste avanzate sono il massimo della pena per la coppia e una condanna ridotta a 30 anni per Barreca, a cui è stato riconosciuto uno sconto per la presunta semi infermità mentale.

Ricostruzione del delitto e testimonianze

La figlia di Barreca, Miriam, allora minorenne, ha fornito elementi che descrivono gli interrogatori e la dinamica degli abusi. Il pm ha ricordato che Miriam riferì di aver assistito alle aggressioni e che in un momento raccontò anche della decisione di dare fuoco al corpo della madre. Miriam era stata in primo grado condannata a 12 anni e otto mesi per concorso nella strage, ma la sentenza è stata ribaltata in appello: la ragazza è stata assolta perché giudicata incapace di intendere e di volere.

Calogero Salamone, fratello di Antonella e padre della vittima, ha definito quanto emerso dagli atti «peggio di un film dell'orrore» e ha criticato l'atteggiamento di Miriam, sostenendo che la ragazza non avrebbe fatto nulla per salvare i fratellini e la madre. Allo stesso tempo, Calogero ha espresso gratitudine alla Procura di Termini Imerese per l'impegno investigativo e la cura del fascicolo.

Iter processuale e fasi successive

Al termine della requisitoria sono iniziate le arringhe difensive; l'udienza è stata rinviata al 10 giugno. Il pm Lanza ha illustrato le risultanze probatorie raccolte durante le indagini coordinate dalla procura, che ora dovranno essere valutate nel contraddittorio con le difese durante le prossime udienze. Sul banco degli imputati restano quindi due richieste di ergastolo e una condanna a 30 anni, mentre la posizione di Miriam, già esaminata in grado d'appello, mantiene profili distinti rispetto agli altri imputati.

Le parti civili e i familiari delle vittime hanno seguito l'udienza mostrando forte commozione; la vicenda continua a suscitare attenzione mediatica e sociale sull'uso del fanatismo religioso come movente e sulle responsabilità penali in casi di violenze in ambito familiare.

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