Trantino: "HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA" — Il sindaco paragona Catania all'Apollo 13 e chiede responsabilità
In un post il sindaco Enrico Trantino paragona la città al modulo danneggiato dell'Apollo 13 e invita cittadini e istituzioni a lavorare insieme.
Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha divulgato nei giorni scorsi un post in cui apre con la frase "HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA" e paragona la città al modulo dell'Apollo 13. Nel messaggio il primo cittadino ricorda il dissesto finanziario degli scorsi anni e sottolinea la carenza di risorse e personale, pur esprimendo fiducia che in un paio d'anni l'ente potrà tornare a una condizione di soddisfacente efficienza.
Il post richiama la vicenda storica dell'Apollo 13 del 1970, quando un'esplosione danneggiò il modulo di servizio e gli astronauti dovettero utilizzare il modulo lunare per sopravvivere e rientrare. Dal centro di controllo in Texas furono studiate procedure improvvisate, sfruttando ogni oggetto di bordo, e il rientro, con l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico il 17 aprile, si trasformò in un successo di squadra.
Secondo Trantino, i Comuni — e in particolare Catania dopo il dissesto — sono come quel modulo lunare: devono far funzionare tutto con pochissimo rispetto a ciò che serve. Nel post il sindaco osserva che quotidianamente l'amministrazione prova ad adattare le risorse disponibili per far fronte alle richieste della città e promette un percorso di miglioramento.
Il sindaco denuncia però anche un problema culturale: a differenza di Houston, dice, qui esistono persone che si lamentano, che diffondono il disfattismo o che addirittura sperano nel fallimento della missione collettiva. Trantino accusa chi abbandona i rifiuti o alimenta il degrado di contribuire ai guasti che poi vengono imputati ad altri.
Nei medesimi giorni il sindaco ha partecipato a numerosi eventi di fine anno degli istituti scolastici cittadini, osservando un forte senso di appartenenza, orgoglio identitario e qualità negli insegnanti e nel personale. Trantino ha espresso la speranza che i bambini e i ragazzi non vengano «contagiati» dall'atteggiamento degli adulti che cercano un capro espiatorio per evitare di assumersi responsabilità.
Il post, come riportato dal sindaco, è diretto e usa l'analogia storica per invitare a una responsabilità collettiva nella gestione della città: una chiamata alla collaborazione tra istituzioni, cittadini e personale comunale per superare le difficoltà ereditate dagli anni del dissesto.