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Arsenale nascosto a Mistretta: sequestrate migliaia di munizioni e 13 granate, un uomo arrestato
Arsenale nascosto a Mistretta: sequestrate migliaia di munizioni e 13 granate, un uomo arrestato
Carabinieri scovano un deposito di esplosivi in un casolare: granate funzionanti, artificieri al lavoro e indagini su altri possibili custodi.
I carabinieri hanno scoperto un ingente arsenale in un casolare a Mistretta, sequestrando migliaia di munizioni e numerosi esplosivi e arrestando un 37enne ritenuto responsabile della «detenzione illegale di munizioni ed esplosivi da guerra». La scoperta è avvenuta nei giorni scorsi durante una perquisizione di iniziativa in un terreno e in un manufatto nella disponibilità dell'uomo.
Nel corso dell'intervento, supportato da un elicottero del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania Fontanarossa, i militari hanno rinvenuto e posto sotto sequestro un quantitativo rilevante di materiali: 13 granate da mortaio, circa 1.800 munizioni di vario calibro e 21 piastrine di caricamento per mitragliatrice, custodite in contenitori di plastica e occultate in un anfratto roccioso adiacente al casolare.
Le condizioni dei ritrovamenti hanno destato forte preoccupazione: le granate, alcune piene di tritolo, erano sigillate in tubi di plastica di recente fabbricazione e, secondo i primi accertamenti, alcune risultano perfettamente funzionanti e pronte all'uso. Il materiale è stato ritenuto potenzialmente altamente pericoloso, sia per la detonazione sia per la presenza di esplosivi attivi.
Gli artificieri antisabotaggio del Comando provinciale carabinieri di Palermo hanno messo in sicurezza il materiale sul posto. Successivamente il sequestro è stato affidato al Ris di Messina per approfondimenti tecnico-forensi, con analisi volte a individuare tracce genetiche e dattiloscopiche, anche su carte di confezionamento storiche, per identificare eventuali utilizzatori o altri custodi dell'arsenale.
L'uomo individuato durante le operazioni — sorpreso mentre conduceva del bestame nei pressi del casolare — è stato arrestato e, dopo la convalida dal gip di Patti, ha trascorso un periodo in custodia cautelare nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Successivamente il giudice del Riesame del tribunale di Messina ha disposto la gradazione della misura: l'indagato è ora ristretto agli arresti domiciliari, pur mantenendo per i giudici la responsabilità di una custodia «attiva» dell'arsenale.
Le autorità mantengono aperte le indagini per ricostruire la provenienza del materiale e verificare collegamenti con reti di detenzione o traffico di esplosivi. Gli accertamenti forensi sulle confezioni e sugli ordigni mirano a chiarire se parti dell'arsenale possano avere legami con episodi criminali, stoccaggi illeciti o passaggi di mano nel tempo.
Il ritrovamento solleva interrogativi sulla sicurezza pubblica in aree rurali e sulla facilità con cui materiali bellici, anche di epoca passata (alcune granate risalgono a dotazioni fino agli anni Cinquanta), possano essere resi nuovamente operativi. Le forze dell'ordine invitano a segnalare comportamenti sospetti e ribadiscono che la manipolazione o l'avvicinamento a simili ordigni è estremamente pericoloso e deve essere gestita esclusivamente da personale specializzato.
Le indagini proseguono sotto il coordinamento della procura, che valuterà ulteriori sviluppi sull'eventuale rete di approvvigionamento e sulle responsabilità penali connesse alla detenzione degli esplosivi e al rischio che questi materiali possano essere impiegati in atti criminosi.