Bagheria, Procura chiede archiviazione per la morte di Simona Cinà: la famiglia promette battaglia

A un anno dalla tragedia in piscina durante una festa, i genitori contestano l'indagine della Procura di Termini Imerese e annunciano opposizione.

A cura di Redazione
31 luglio 2026 08:10
Bagheria, Procura chiede archiviazione per la morte di Simona Cinà: la famiglia promette battaglia -
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A un anno dalla morte in piscina della ventenne Simona Cinà, la Procura di Termini Imerese ha avanzato la richiesta di archiviazione del fascicolo sulle circostanze del decesso. I genitori e i fratelli della pallavolista hanno reagito con sconcerto e hanno annunciato che si opporranno alla decisione, definendo la richiesta «deludente» e «inconcludente».

I fatti risalgono a una festa di laurea a Bagheria dove Simona è stata trovata senza vita nella piscina che circondava l'evento. Secondo gli atti richiamati dalla famiglia e dal loro legale, la perizia medico-legale ha confermato che la causa del decesso è stata l'annegamento e che nel corpo vi erano «rilevanti quantità di superalcolici». La Procura, tuttavia, non ha individuato segni di violenza e ha ritenuto insufficiente l'esistenza di profili di responsabilità penale per proseguire l'accertamento giudiziario.

I familiari contestano la ricostruzione e sollevano dubbi sulle modalità dell'accaduto: «Come può una ragazza sana, sportiva ed esperta nuotatrice annegare, in una festa affollata, senza che nessuno si accorga di nulla?» scrivono i genitori Luciano Cinà e Giuseppa Corleone insieme ai fratelli Gabriele e Roberta. Secondo la loro versione, molti partecipanti hanno dichiarato che Simona era vicina agli amici «pochi minuti prima» del ritrovamento, circostanza che la famiglia giudica incompatibile con una caduta non vista e non segnalata.

Il legale della famiglia, l'avvocato Antonio Ingroia, ha definito la richiesta di archiviazione «disarmante» e ha sostenuto che dagli atti emergerebbe un'indagine «a senso unico», orientata a escludere responsabilità dei presenti piuttosto che a cercare elementi per chiarire la dinamica della morte. Ingroia ha inoltre evidenziato che i consulenti nominati dal pubblico ministero avrebbero richiesto proroghe e che, al termine delle analisi, il quadro probatorio non avrebbe fornito risposte esaustive sui passaggi che hanno condotto all'annegamento.

La famiglia contesta anche la perizia tecnica: pur riconoscendo l'esito che indica l'annegamento e la presenza di alcol, i parenti sostengono che tali elementi «non spiegano la dinamica» dell'incidente e non chiariscono perché, in una serata con decine di presenti, nessuno abbia percepito segni di allarme o abbia poi manifestato una forma minima di vicinanza verso la famiglia dopo il fatto.

Nel comunicato i Cinà chiedono se «qualcuno stia proteggendo qualcun altro» e si dicono convinti che non sia plausibile che «nessuno sappia nulla di più» rispetto a quanto riportato negli atti. I familiari annunciano che impugneranno la richiesta di archiviazione e chiederanno che l'inchiesta venga approfondita «fino in fondo» per dissipare i sospetti e i silenzi che li hanno colpiti.

Sul versante procedurale, la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura dovrà ora essere valutata dal giudice per le indagini preliminari: in caso di opposizione da parte dei familiari, si apre la fase in cui il giudice decide se accogliere la richiesta o disporre ulteriori accertamenti. Fonti giudiziarie consultate precisano che tali iter sono parte della normale dialettica processuale, ma per il momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte della Procura rispetto alle motivazioni dettagliate della richiesta.

La vicenda ha riacceso il dibattito locale sul tema della sicurezza negli eventi privati e sulla tempestività degli interventi in caso di emergenza, nonché sulla trasparenza delle indagini. I prossimi passi saranno l'opposizione formale all'archiviazione da parte della famiglia e l'attesa delle determinazioni del giudice, mentre la comunità di Bagheria resta in attesa di chiarimenti su una morte che, per i parenti, resta ancora avvolta nel mistero.

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