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Bando per il Mercato Coperto di Ballarò, consiglieri Castiglia e Brancato: «Atto di ostilità politica», chiedono revoca
Bando per il Mercato Coperto di Ballarò, consiglieri Castiglia e Brancato: «Atto di ostilità politica», chiedono revoca
Denuncia di «ostilità politica» e rischio ricorsi: il bando contrasta il parere del Segretario Generale e mette a rischio la tutela dei mercatari storici.
La pubblicazione del bando per il Mercato Coperto di Ballarò è stata definita un «atto di ostilità politica aperto e deliberato» dai consiglieri della Prima Circoscrizione Massimo Castiglia e Fabrizio Brancato, che chiedono la revoca immediata in autotutela. I due esponenti sostengono che la Giunta comunale guidata dal sindaco Lagalla e l'assessore alle Attività Produttive Giuliano Forzinetti abbiano ignorato un parere dirigenziale che, a loro dire, legittima la regolarizzazione degli operatori storici.
I consiglieri citano il parere del Segretario Generale del Comune (prot. 33239/2026), secondo cui la norma regionale speciale (art. 8‑bis L.R. 18/95) prevale sulla legge statale sulla concorrenza e garantisce la facoltà e la legittimità della tutela degli operatori storici. Per Castiglia e Brancato la pubblicazione del bando «fa carta straccia» del voto del **Consiglio Comunale», che aveva approvato un emendamento trasversale volto a tutelare il mercato storico.
Secondo la denuncia, la Giunta avrebbe forzato il percorso amministrativo dopo «quattro anni di paralisi e rifiuto del dialogo» con i 41 mercatari storici coinvolti nel processo di regolarizzazione avviato oltre 10 anni fa. I consiglieri accusano l'amministrazione di utilizzare la leva amministrativa per favorire la speculazione nel centro storico e «cancellare l'identità del quartiere per favorire la rendita di pochi».
Castiglia e Brancato definiscono inoltre l'operato dell'assessore Forzinetti «del tutto incapace di guidare i processi complessi della città», richiamando precedenti criticità, tra cui la vicenda ALAB, in cui — sostengono — i soci sarebbero stati abbandonati «ai cavilli burocratici». I due consiglieri affermano che la Giunta «si nasconde dietro la farsa del ‘ce lo impone la legge’» e ne contestano l'autorevolezza amministrativa.
Sul piano giuridico, i firmatari avvertono che la pubblicazione del bando espone il Comune a vizi di legittimità e a «ricorsi certi», proprio perché — secondo loro — contraddice il parere espresso dal massimo vertice burocratico dell'ente. Per questo chiedono che l'atto venga revocato in autotutela e che il sindaco dia spiegazioni pubbliche sul perché l'amministrazione «si accanisce contro chi lavora a Ballarò» e a quali interessi risponda questa scelta politica.
La questione sollevata riguarda sia aspetti amministrativi che sociali ed economici: al centro della controversia ci sono il destino degli operatori storici, la gestione del patrimonio commerciale del centro storico e la possibile trasformazione del mercato in una struttura di tipo «all'ingrosso», ipotesi che il Consiglio aveva già contrastato con un emendamento.
Prossimi sviluppi attesi: i consiglieri hanno ufficializzato la loro presa di posizione pubblica; rimane da verificare se l'Amministrazione comunale risponderà alle richieste di revoca e se i soggetti interessati avvieranno procedimenti giudiziari. Nel breve periodo la vicenda potrebbe tradursi in contenziosi amministrativi e in un confronto politico pubblico sulla gestione dei mercati storici e sulle politiche di tutela del centro storico.
Sul piano locale, la protesta apre un nuovo fronte di scontro tra parte dell'opposizione consiliare e la Giunta, mentre i mercatari e la cittadinanza attendono chiarimenti sull'impatto concreto del bando sulle attività commerciali e sull'identità del quartiere Ballarò.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 21 luglio 2026