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Cane lanciato dal quarto piano a San Giovanni La Punta: esposto del Partito Animalista e TSO per la presunta autrice
Cane lanciato dal quarto piano a San Giovanni La Punta: esposto del Partito Animalista e TSO per la presunta autrice
Un cane è sopravvissuto alla caduta dal quarto piano in via Balatelle; il Partito Animalista chiede accertamenti su precedenti e omissioni dei servizi.
Un cane è stato lanciato dal quarto piano di una palazzina in via Balatelle a San Giovanni La Punta: l'animale ha riportato gravissime fratture e numerosi traumi ma, secondo quanto ricostruito, è sopravvissuto solo per un caso fortuito ed è stato soccorso e trasferito per cure veterinarie. Il fatto è stato denunciato dal Partito Animalista Italiano, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica.
Sul luogo dell'episodio sono intervenuti carabinieri e polizia locale. La presunta autrice, una donna, è stata accompagnata in ospedale e sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio (TSO); fonti investigative precisano che la donna sarebbe già stata coinvolta, in passato, in un analogo episodio che aveva visto un altro cane precipitato dallo stesso piano. Al momento non sono stati formalizzati provvedimenti penali a carico della donna: le indagini sono in corso e la Procura valuterà le responsabilità.
Indagini e richieste del Partito Animalista
Patrick Battipaglia, coordinatore regionale del Partito Animalista Italiano, ha definito l'episodio un'«inaudita crudeltà» e ha chiesto che la Procura accerti non solo la responsabilità penale dell'autrice ma anche eventuali omissioni da parte dei servizi che avrebbero dovuto monitorare la situazione dopo il primo episodio. Battipaglia ha sollevato il nodo dei controlli: "Dopo il primo fatto, quali controlli sono stati effettuati? Quali misure sono state adottate per impedire che questa violenza si ripetesse?".
Il Partito inoltre sottolinea che, se emergessero problemi di salute mentale della donna, sarebbe dovere delle istituzioni garantire la presa in carico e la continuità delle cure. Tale punto è posto a tutela sia della persona, sia della collettività e degli animali che potrebbero essere esposti al rischio di nuovi episodi di violenza.
Normativa, possibili reati e accertamenti tecnici
Gli inquirenti dovranno valutare elementi come la dinamica dell'accaduto, le responsabilità dirette e eventuali precedenti penali o amministrativi. È probabile che venga disposta una perizia veterinaria per accertare natura e gravità delle lesioni e la causa diretta dei traumi. Dal 1° luglio sono inoltre entrate in vigore disposizioni che inaspriscono le pene per reati contro gli animali, prevedendo anche la possibilità del carcere nei casi più gravi: fattore che potrebbe influenzare l'impostazione dell'accusa qualora si dimostrasse la volontarietà del gesto.
Sul piano procedurale, la Procura potrà valutare ipotesi di reato quali maltrattamento e uccisione di animale, nonché verificare eventuali omissioni di vigilanza da parte dei servizi sociali o sanitari. Le forze dell'ordine mantengono il riserbo sulle operazioni in corso per non pregiudicare gli accertamenti.
La vicenda ha suscitato forte commozione e indignazione nella comunità locale: associazioni animaliste e cittadini chiedono risposte immediate e maggiori garanzie per la tutela degli animali. Esperti e rappresentanti politici richiamano l'attenzione sulla necessità di rafforzare i protocolli di collaborazione tra servizi sanitari, servizi sociali e autorità locali per prevenire il ripetersi di episodi analoghi.
Le indagini sono in corso e la Procura valuterà nei prossimi giorni gli elementi raccolti: l'esposto del Partito Animalista, le testimonianze raccolte sul posto, le risultanze della perizia veterinaria e gli accertamenti sulla storia clinica e giudiziaria della donna. Aggiornamenti ufficiali verranno resi noti dalle autorità competenti non appena disponibili.